Negli ultimi dieci anni, mantenere un conto corrente in Italia è diventato più costoso, mentre la remunerazione della liquidità è rimasta generalmente contenuta.
Ma nonostante questo, l’ammontare dei risparmi che le famiglie italiane tengono nei c/c è aumentato. È quanto emerge da un’analisi condotta da Adusbef (Associazione difesa utenti servizi bancari), che ha esaminato l’evoluzione dei depositi presso gli istituti di credito.
Per Antonio Tanza, presidente di Adusbef, «la crescita dei depositi bancari degli italiani è un segnale che riflette la volontà delle famiglie di proteggersi in un contesto di persistente incertezza economica.
Tuttavia, questo dato non deve essere interpretato come un indicatore di maggiore benessere diffuso: spesso il risparmio è frutto della rinuncia ai consumi e di un atteggiamento prudenziale».
Nel semestre utili a 15,5 miliardi per i maggiori istituti italiani, in crescita del 2,7% I costi di gestione e l'inflazione nei conti correnti Gli ultimi dati della Banca d’Italia, su cui si basa l’analisi dell’Adusbef, rilevano che nell’arco di dieci anni, dal 2014 al 2024, la spesa media per gestire un conto corrente allo sportello è passata da 82,3 euro a 101,1 euro (si veda tabella), con un incremento di 18,8 euro, il 23% in più.








