Atlantia si lascia alle spalle l'anno della pandemia e reagisce nel 2021 con un ritorno al dividendo, in un esercizio connotato da scelte strategiche e da una significativa revisione delle attività e degli obiettivi di medio-lungo termine del gruppo di partecipazioni infrastrutturali. L'assemblea dei soci è stata convocata per il prossimo 29 aprile per l'approvazione del progetto di bilancio d'esercizio 2021 e della distribuzione del dividendo e sarà chiamata a deliberare anche su diversi punti: nomina del nuovo cda di Atlantia, previa determinazione del numero dei consiglieri, del presidente e dei compensi agli amministratori, politica di remunerazione, piano di azionariato diffuso 2022-2027, piano di transizione climatica.
Nello specifico, Atlantia ha chiuso l'esercizio 2021 con un ebitda pari a 4 miliardi di euro, in crescita del 31% su base annua, escludendo il contributo di Autostrade per l'Italia. I ricavi operativi sono balzati del 22% a 6,4 miliardi. Il risultato consolidato è stato negativo per 544 milioni a seguito di svalutazioni per 800 milioni, dimezzando il rosso di 1,18 miliardi nel 2020. L'utile netto di pertinenza del gruppo è salito a 626 milioni, includendo la performance di Aspi di 926 milioni. Banca Akros e Bestinver si aspettavano un utile netto inferiore, rispettivamente, a 284 milioni e a 350 milioni. La capogruppo Atlantia Spa ha chiuso l'esercizio con un utile di 1,2 miliardi, dovuto principalmente alla plusvalenza da cessione per il 49% di Telepass per oltre un miliardo.
