Musica sacra ieri sera a CastelfrancoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciArezzo, 28 agosto 2026 – È iniziata nel segno della musica e della spiritualità l’edizione 2026 delle Feste del Perdono di Castelfranco di Sopra, in programma da giovedì 27 agosto fino a martedì 1° settembre. Ad aprire il calendario degli appuntamenti è stato ieri sera il concerto di musica sacra corale “Il canto della spiritualità femminile”, eseguito dal sestetto vocale Ensemble EstroInCanto nella suggestiva cornice della chiesa dell’Abbazia di San Salvatore a Soffena. Il concerto ha proposto undici brani attraverso i quali il pubblico ha compiuto un viaggio nella spiritualità femminile e nella storia della musica sacra. Il repertorio ha spaziato dagli antichi canti gregoriani provenienti dalla tradizione dei monasteri femminili ai canti devozionali medievali dedicati a Maria di Nazareth e Maria Maddalena, arrivando alla musica sacra contemporanea e alle composizioni di autrici contemporanee.

La prestazione dell’Ensemble EstroInCanto è stata particolarmente apprezzata dal pubblico, confermando il livello raggiunto dal gruppo a poco più di tre anni dalla sua costituzione, avvenuta nel maggio 2023. Una realtà musicale ormai conosciuta e apprezzata non soltanto in Toscana, ma anche in Italia e all’estero. A comporre il sestetto sono Sonia Matera, Bianca Mazzini, Barbara Mugnaini, Tiziana Nuti, Silvia Perin e Caterina Tempi, unite dalla passione per il canto, dalla dedizione e soprattutto dalla volontà di trasmettere attraverso la musica emozioni e significati profondi. I brani scelti per “Il canto della spiritualità femminile” hanno alternato armonie intense e raffinate, creando momenti ora intimi ora maestosi e valorizzando le caratteristiche delle singole voci e la tessitura dell’ensemble, attraverso arrangiamenti a cappella o accompagnamenti minimalisti. Particolarmente intensa è stata l’esecuzione di “O madre del Redentore”, composto da Tiziana Nuti, componente del sestetto e arrangiatrice del repertorio. L’intensa lode mariana ha trasformato la musica in una preghiera viva e vibrante, mettendo in evidenza la limpidezza, la trasparenza e la dolcezza delle voci. Un momento che ha profondamente emozionato il pubblico, fino alla commozione.