Negli ultimi giorni i robot umanoidi hanno corso più veloce di Usain Bolt e giocato a tennis contro esseri umani, trasformando il National Speed Skating Oval di Pechino, costruito per le Olimpiadi invernali del 2022, nella dimostrazione più spettacolare dei progressi compiuti dalla robotica cinese. Tiangong Ultra, costruito dal Beijing Humanoid Robot Innovation Center, ha coperto i cento metri in 9,39 secondi. Lightning, sviluppato dal produttore cinese di smartphone Honor, ha chiuso in 9,47. Il primato mondiale stabilito dal giamaicano ai Mondiali di Berlino del 2009 è di 9,58 secondi. Alla precedente edizione dei Giochi, Tiangong aveva impiegato 21,50 secondi. In un anno ha più che dimezzato il tempo. Un umanoide della società Galbot ha giocato contro avversari umani, seguendo la pallina e spostandosi lateralmente prima di colpirla. Durante uno scambio ha perso l’equilibrio ed è caduto all’indietro. Si è girato, si è rimesso in piedi e ha continuato a giocare. Sono movimenti ancora lenti e un po’ goffi, però richiedono una lettura continua dello spazio e la capacità di correggere un errore senza l’intervento immediato di un tecnico.
I progressi mostrati ai World Humanoid Robot Games di Pechino, ai quali hanno partecipato oltre duemila macchine provenienti da sedici paesi, possono entusiasmare o inquietare. Hanno soprattutto reso visibile l’ampiezza del vantaggio cinese. A seconda che si considerino la produzione o le consegne, alle aziende del paese viene attribuito fra l’80 e il 90 per cento del mercato mondiale. Alle loro spalle c’è la filiera costruita per l’elettronica e poi ampliata con i veicoli elettrici: componenti disponibili in tempi brevi, a costi che i concorrenti occidentali faticano a sostenere.










