La storia.28 agosto 2026 alle 00:34L’appello di Giovanna Bellisai che ha vissuto bombe e miseria
L’anno scorso, in occasione della festa per i suoi 105 anni, lo aveva detto convinta: «Voglio vivere ancora perché devo conoscere un altro pronipote che sta per nascere». Il tempo è passato, il nuovo pronipote è arrivato e Giovanna Bellisai, la nonnina della città, la più anziana di tutti i 69 mila abitanti, è ancora una volta davanti a una grande torta a spegnere stavolta 106 candeline, circondata dall’affetto di tutto uno stuolo di parenti.
E i programmi adesso sono cambiati: «Il pronipote l’ho conosciuto ma adesso devo vederlo crescere e poi devo vedere crescere anche miei nipoti, quindi, se Dio vuole, ho tutta l’intenzione di vivere ancora». Anche perché ha un cruccio, «voglio vedere sistemata una delle mie figlie. Sarebbe bello che si sposasse, sarei molto contenta».
Il ricordo della guerra
Nel salotto della sua casa in via Marconi, dove vive circondata dall’affetto dei suoi figli, la nonnina è vispa e arzilla, sana e felice, con i normali acciacchi della sua età. A preoccuparla sono le notizie che arrivano ogni giorno dalla tv. «Tutte queste guerre mi fanno paura e sono terribili» dice, «perché “boccinti unu muntoni e genti”, tanti giovani che non potranno avere un futuro e che avrebbero diritto di avere un’altra vita». I tempi cambiano ma i problemi sembrano essere gli stessi, come sa bene Bellisai che la guerra l’ha vissuta. «Mi ricordo che mamma faceva il pane in casa, avevamo il forno, e che lo dava poi a un marinaio che passava da noi. C’era tanta povertà, la guerra porta fame e povertà e mio babbo andava in giro con un cesto in testa a vendere la carne».








