Il dolore28 agosto 2026 alle 00:36A La Caletta la madre del piccolo morto per un trapianto sbagliato

«Domenico è un guerriero», ripete come un mantra Patrizia Mercolino. «La forza me la dà lui. Sono soltanto la madre di una creatura che aveva una voglia matta di vivere. Il 28 agosto è il suo compleanno, avrebbe fatto tre anni. Ho deciso che festeggeremo lo stesso questa ricorrenza, gli farò una bella cosa davanti al cimitero. Occorre reagire al dolore, soprattutto perché ho altri due figli da crescere: ho bisogno di tenere vivo il ricordo di Domenico per loro». E sui medici che hanno impiantato al bimbo di poco più di due anni un cuore visibilmente danneggiato, perché conservato con il ghiaccio secco, la madre-coraggio sentenzia: «Non li perdonerò mai».

Caparbietà

Patrizia Mercolino parla al tg di Videolina dal centro della Sardegna. Da La Caletta di Siniscola, da quella località della costa orientale raggiunta per gridare al mondo un concetto: «Mio figlio Domenico era unico, lo dirò sempre a tutti. Sarà sempre con noi». La donna campana è stata accolta da un caloroso applauso, negli spazi dell’Area fraterna, mercoledì notte, in occasione di uno degli eventi più attesi della Pastorale del turismo. Ha deciso di accettare di buon grado l’invito del vescovo di Nuoro e Lanusei, Antonello Mura. Sì, perché fin dal primo istante, da quel terribile giorno di febbraio di quest’anno, ha deciso di reagire al dramma che l’ha travolta a modo suo. Dunque, da mesi gira l’Italia, per condividere un immenso dolore, dopo la perdita del suo piccolo, a causa di un trapianto effettuato all’ospedale Monaldi di Napoli. Così, il libro “Un cuore bruciato”, presentato anche in Sardegna, ha il sapore della scossa. «Devo reagire, non ho alternative. Sto cercando di sopravvivere, per riuscire ad andare avanti. Lo devo a Domenico: il mio bambino sarà sempre qui, non dovrà mai essere dimenticato».