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Alessandro Fulloni

Dopo l'arresto del basista la Procura di Parma ricostruisce l'eccidio: sentiti il «palo», ma anche una catechista e un operaio

DAL NOSTRO INVIATOPARMA - «Uccidetele nel peggior modo possibile». L’ordine fu eseguito alla lettera: tra il 7 e l’8 settembre 2014, tre suore italiane — Olga Raschietti (83 anni), Lucia Pulici (75) e Bernardetta Boggian (79) — vennero assassinate in modo barbaro a Bujumbura, in Burundi. Le prime due colpite con delle pietre e sgozzate; la terza decapitata 24 ore dopo, sempre in una delle stanzette del centro che ospitava parrocchia e missione delle saveriane della congregazione di Maria, con sede a Parma.

Bernardetta credeva di essere al sicuro in quell’edificio attorno al quale, dopo il massacro di Olga e Lucia a cui era sfuggita perché era andata in aeroporto a prendere delle consorelle, si era radunata una folla di poliziotti, fedeli in lacrime, gente del posto. Invece no. Determinati ad ammazzare anche lei, i killer erano ancora lì, forse nascosti o forse tornati apposta grazie a delle complicità. Il giorno prima li videro giungere sorreggendo abiti talari per non creare sospetti. Ultimata la mattanza, se ne andarono indossando divise da agenti.