Al culmine di una delle estati più roventi che l'Europa ricordi si fanno i primi bilanci delle ferie estive mentre ci si prepara al grande controesodo che durerà fino a domenica e farà spostare 25 milioni di di veicoli.Ma non sarà così per tutti, visto che molti sceglieranno proprio settembre per godersi il mare e, forse, anche un po' di sospirato riposo. E comunque sia chi è sta tornando sia chi deve ancora partire ha dovuto fare i conti con la mannaia del caro prezzi.Nei mesi di luglio e agosto 2026 i flussi turistici in Italia - secondo le stime dell'Istituto Demoskopika che l'ANSA ha pubblicato in anteprima - avrebbero generato una spesa complessiva pari a 20,4 miliardi di euro, di cui 541 milioni riconducibili esclusivamente all'aumento dei prezzi. Si tratta della maggiore spesa che i turisti sosterrebbero, a parità di vacanza, rispetto ai listini della scorsa estate: 2,86 euro per ogni pernottamento e 12,50 euro per soggiorno, con un impatto pari a 244,5 milioni di euro nel mese di luglio e a 296,3 milioni in quello di agosto.Sul versante della dinamica dei prezzi, l'indice nazionale dei prezzi al consumo turistico per l'intera collettività (Nict), elaborato dall'Istituto di ricerca su dati Istat, registra nel mese di luglio 2026 una crescita del 2,6% su base annua: il valore più contenuto dell'ultimo triennio e inferiore al 2,9% dell'indice generale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic). A rallentare, tuttavia, è la velocità dell'aumento e non il livello dei prezzi, che nel mese di luglio 2026 risultano comunque superiori del 2,6% rispetto a quelli dello stesso mese del 2025 e si sommano agli incrementi degli anni precedenti. A determinare l'entità del conto sarebbe soprattutto la dimensione dei volumi. Le presenze stimate nei due mesi si attesterebbero a 188,8 milioni di pernottamenti, generati da 43,3 milioni di arrivi: su una base di tale ampiezza anche una dinamica inflativa moderata produce un impatto economico di rilievo.Rispetto all'estate 2025, quando la maggiore spesa era risultata pari a 607 milioni di euro (13,93 euro per turista), la spesa turistica complessiva crescerebbe del 7,5% mentre la quota attribuibile ai prezzi si ridurrebbe a 12,50 euro per turista: la componente inflativa della crescita, in altri termini, si assottiglierebbe a vantaggio di quella reale."I dati elaborati da Demoskopika - commenta il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi - confermano l'ottimo andamento del turismo italiano nell'estate 2026. L'inflazione turistica si attesta al 2,6%, per il quarto mese consecutivo al di sotto dell'indice generale dei prezzi, circostanza che non si verificava dal 2023. Un bellissimo risultato al quale hanno contribuito le misure messe in campo dal governo sulla trasparenza dei prezzi, la qualità dell'offerta, la destagionalizzazione e il contrasto alle pratiche speculative. Lavoriamo perché il turismo continui a creare valore per il Paese e sia sempre più accessibile alle famiglie italiane".Intanto il caldo continua a martellare con previsioni di temperature record in molte città tra notti tropicali, incendi, morie di cozze e timori per agricoltura e vedemmia. Caldo che d'altra parte - anche stando ai dati rilevati da eDreams - spinge le prenotazioni a settembre. Una finestra per godersi le città d'arte del Mediterraneo senza la calura asfissiante degli ultimi mesi e per ritagliarsi un'ultima pausa relax al mare con folle meno oceaniche. Per settembre i connazionali faranno rotta principalmente verso Italia (23% delle prenotazioni), Spagna (20%) e Francia (7%): 7 prenotazioni su 10 sono quindi relative a un viaggio a breve raggio. L'incoming vede soprattutto spagnoli (28%), francesi (25%) e tedeschi (14%) in visita alla volta delle principali città d'arte italiane, ma anche delle località marittime.