«Dalla giuria mi hanno tolto loro, dal programma me ne sono andato io». Non potrebbe spiegare meglio, Fabio Canino, come ha deciso di lasciare Ballando con le stelle dopo 17 anni di onorato servizio dietro al bancone dei giudici, palette alla mano. E in una chiacchierata con l’agenzia Adnkronos mette ordine tra indiscrezioni, retroscena e interpretazioni: nessun litigio, nessuna porta sbattuta, ma una proposta che non faceva per lui e una giuria che, comunque, era destinata a cambiare.

La proposta della produzione, racconta Canino, era un contratto biennale: "Vorremmo farti fare il ballerino quest'anno perché abbiamo bisogno di un ballerino pop, divertente. L'anno prossimo torni al tuo ruolo di giudice". Una prospettiva che lui ha rifiutato senza drammi, ma con una ragione molto concreta: «Dopo 17 anni che fai la giuria è complicato. Ti uccidono dopo cinque minuti». E poi c'è il lavoro: teatro, radio, serate. «Non ho il tempo di stare tutta la settimana a provare balletti. Era un impegno molto grosso».

La "storica" giuria di Ballando con le stelle: da sinistra Canino, Ivan Zazzaroni, Carolyn Smith, Selvaggia Lucarelli, Guillermo Mariotto (agf)

Nel frattempo, però, «loro effettivamente volevano un po’ fare dei cambi nella giuria». E allora Canino ha fatto un passo indietro. «A un certo punto ho detto, ok, me ne vado io». Non c'è, assicura, alcun risentimento verso Milly Carlucci. Anzi. Il suo messaggio di addio, ammette, è stato fin troppo rapido: «L'ho fatto talmente veloce per renderlo indolore». Ma troppo veloce per ricordarsi di ringraziare: «Mi sono dimenticato di ringraziare Milly, di salutare tutti». Una dimenticanza che, riconosce, ha offerto «materiale a quelli che adorano i complotti». Il grazie a Carlucci, però, arriva adesso ed è convinto. «Lei 17 anni fa mi ha convinto, come solo lei sa fare, a prendere una strada che non avevo mai preso». Canino veniva dalla seconda serata e da un pubblico diverso: «Mi disse: fidati, in prima serata uno come te ci sta. E io l'ho seguita, mi sono fidato». Poi, per trovare il suo posto in quella giuria, ci sono voluti "due o tre anni". La sua cifra, spiega, è stata quella di non voler fare il fenomeno a tutti i costi: «Volevo giocare con i personaggi, non prendermi gioco dei personaggi». E si è ritagliato il ruolo dello spettatore dentro lo show, «un po’ come i vecchietti dei Muppets, che guardano gli show e commentano».