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Un autentico linciaggio mediatico. Accuse vergognose, parole fuori posto, commenti raccapriccianti. I social, non da oggi, sono diventati il luogo del rancore e del disprezzo. Ma prendersela con un anziano ottantenne con la malcelata intenzione di attaccare Giorgia Meloni è davvero troppo. Durante lavisita ad Amatrice, a dieci anni dal terremoto, il premier si è trattenuto a parlare con i cittadini presenti. Tra questi, un uomo si è commosso e le ha rivolto un saluto caloroso: «Ci hai onorato, è la gioia più grande che ho avuto nella mia vita».

Meloni, visibilmente commossa, dopo un abbraccio, lo ha salutato: «Non mi fare commuovere». Un momento bello, di quella politica in mezzo alla gente di cui tutti parlano, ma che poi tutti temono. Una fotografia autentica di una interconnessione profonda tra il Palazzo e la gente. Ma in rete si è preso questo sentimento e lo si è trasformato in fango. Com- menti osceni, offensivi, allusivi. Angelo Serafini trasforma to in «un attore», in «un servo della destra», in un «figurante». Uno schifo indegno. Valerio Sopramonti, su X, ha scritto: «Il vecchietto che ad Amatrice è corso incontro alla Me loni ha superato il provino. L’ha scritturato Muccino per il sequel di L’ultimo bacio e Baciami Ancora: per ora si sa solo che si chiamerà Ora però basta baciarmi che mi sbavi».