Un tempo erano i safari nella savana africana. Erano quelli i viaggi che sceglievano quei viaggiatori curiosi di trovarsi faccia a faccia con un animale selvatico. Leoni, giraffe, rinoceronti e ippopotami, nell’immaginario collettivo, erano i protagonisti degli unici viaggi avventurosi alla scoperta della natura animale. Oggi è tutto cambiato: i viaggi naturalistici sono sempre più richiesti e non si limitano più al classico safari in terra d'Africa. Sempre più desiderate sono le esperienze che permettono di incontrare a pochi metri di distanza un gorilla africano, una balena in migrazione, un orso strappato alla prigionia. L’emozione di un contatto visivo diretto, raccontano tutti quelli che lo hanno provato, è insuperabile.

Turismo e fauna selvatica: le regole da rispettare

Negli ultimi anni, fortunatamente, di pari passo è cresciuta l'attenzione verso la sostenibilità del turismo con la fauna selvatica. Ed è cresciuta la curiosità di visitare i santuari in cui vivono quegli animali che, sottratti a sofferenze o prigionia, hanno trovato una nuova vita in una riserva protetta, sostenuti da programmi di conservazione animale. World Animal Protection, fondata nel 1950 come Federazione Mondiale per la Protezione degli Animali e punto di riferimento indiscusso in tematiche animaliste, sostiene che 550.000 animali selvatici sono ancora sfruttati in tutto il mondo per motivi turistici. Vuol dire che vengono utilizzati per spettacoli, trasporti, intrattenimento di turisti che vogliono “conoscere” gli animali ma non si soffermano a riflettere sul fatto che quando gli animali vengono trasformati in attrazioni e ogni volta che si possono avvicinare o toccare, se ne sta abusando e si stanno sfruttando. Viaggiare alla ricerca della più grande tra le emozioni è possibile, ma bisogna fare attenzione: la regola base è scegliere una destinazione soltanto quando le indicazioni basilari della sostenibilità sono rispettate. Sono semplici e sono sempre le stesse: rifuggire dai luoghi dove gli animali sono in catene; tenersi lontani dalle esperienze a contatto diretto; non cavalcare e non avvicinarsi troppo ai selvatici. E diffidare dell’esposizione di cuccioli: spesso sono allevati, o strappati alla madre, soltanto per attrarre e spillare soldi ai turisti. E prima di partire verificare con sicurezza che il santuario scelto sia effettivamente un santuario e non un’esca. Ecco dieci proposte per scegliere di emozionarsi con consapevolezza e rispetto per l’etologia dell’animale che sarà il protagonista della nostra esperienza di viaggio.