Susan Sarandon lo denuncia senza troppi giri di parole: «Durante il genocidio di Gaza, durante l’uccisione di tanti bambini non potevo rimanere in silenzio. Io, come madre, come essere umano, non ci ho pensato due volte. E per questo ho subito gravi conseguenze: continuo a essere esclusa da molti progetti». Ora Sarandon è tra i protagonisti di The Echo Chamber, l’ultimo film scritto da Bernardo Bertolucci che sarà in concorso alla Mostra del cinema di Venezia con la regia di Andrea Pallaoro.
Nell’intervista esclusiva per la copertina del nuovo Venerdì di Repubblica l’attrice premio Oscar racconta anche del suo amore per Bertolucci e di quanto una pellicola come Il conformista le abbia cambiato vita e carriera. «È stato il primo film che mi ha mostrato davvero cosa potesse essere il cinema».
Con la nostra Paola Zanuttini, Susan Sarandon torna anche indietro con la memoria fino a quel lontano 1975 in cui uscì The Rocky Horror Picture Show, un’opera che è ancora venerata in mezzo mondo. «Un brano come Don’t Dream It, Be It è un invito a entrare in un luogo dove si viene accettati per quello che si vuole essere ». Un po’ come ha fatto un film come Thelma & Louise che, dice con orgoglio Sarandon, «ha incoraggiato le persone a lasciare situazioni di abuso».






