Tutto è sossopra in casa Del Vecchio, ma niente e nessuno più di Nicoletta Zampillo. Davanti a lei c'è un palcoscenico fatto di maschere che non coprono i volti ai quali era abituata: Leonardo Maria detto LMDV, Leonardino o Junior all’americana, il rampollo prediletto; Rocco Basilico il suo primo figlio retrocesso in panchina, due fratelli di diverso padre destinati a incrociare i ferri; l’amico fidato dai molti talenti, Francesco Milleri; tre famiglie incapaci di diventare un solo nucleo; una eredità ripudiata eppur così contesa, tante verità in conflitto l’una con l’altra, “una enorme pupazzata” avrebbe detto Luigi Pirandello. Quando martedì sera dopo una giornata ricca di colpi di teatro è stata divulgata da fonti vicine a LMDV una spiegazione delle spiegazioni, è venuto da chiedersi il vero senso di quelle parole: “Non lascio (EssilorLuxottica, ndr) dopo una sconfitta. Lascio dopo aver fatto il mio lavoro”, ha scritto nel suo sfogo per lettera. Non è una fuga, ma una “operazione di pulizia della governance”, quasi un avviso all'uomo che gli ha fatto da mentore, lo ha introdotto alla vita d'impresa e gli ha preparato una scala dorata fino al vertice di Ray-Ban il marchio più cool. Leonardino si fa lamentoso: “Non puoi mettere le persone al centro delle presentazioni e ai margini quando diventano scomode”. Poi persino minaccioso: “Se chiedi (implicitamente rivolto a Milleri, ndr) alle persone lealtà, sacrificio e senso di appartenenza, devi essere disposto a restituirli”. La ferita è profonda, è l'addio (di fatto) all'azienda del padre e alla speranza di esserne l'autentico seguace, non solo il vero erede. Ma che cos'è successo tanto da giustificare una così dolorosa svolta? Di Leonardo Maria è stato scritto a iosa, ancor più se ne è chiacchierato. Lo si è fotografato magrissimo e supertatuato smanettare su una consolle da deejay, lo si è ritratto vestito da guru nelle finte nozze indù con la modella Jessica Michel nel 2023, due anni dopo il divorzio dalla prima moglie Anna Castellini Baldissera gran borghese della Gran Milan lasciata in tumulto di accuse presto messe a tacere dopo soli tre mesi alti e turbolenti. Tutto o quasi gli era stato perdonato non perché con quel nome potesse fare quel che voleva, ma perché era entrato anche lui in fabbrica: aveva messo la testa a posto, alla milanese. La morte di papà Leonardo gli aveva spalancato una strada coperta dai fiori dell'ambizione e dalle spine della realtà. Il fondatore della Luxottica aveva diviso i suoi averi in parti uguali tra i suoi sei figli da tre madri diverse; 12,5% ciascuno, ma a Nicoletta aveva lasciato il 25%. Nessuno nella cassaforte di famiglia, la lussemburghese Delfin, può decidere senza il consenso degli altri, tuttavia alla sua due volte moglie toccava un doppio droit de regard. Il primo matrimonio con Nicoletta era avvenuto quando lui, divorziato, aveva 62 anni e lei 38, ma la conosceva da sempre perché figlia di un suo rappresentante di occhiali, il campano Vincenzo Zampillo. Leonardo Maria nasce il 6 maggio 1995, Nicoletta e Leonardo si sposano nel 1997. Dura solo fino al 2000 quando lui perde la testa per Sabina Grossi che lavorava in azienda, con lei ha due figli Clemente e Lucca, ma non la sposerà mai. Nel 2010 c'è il ritorno di fiamma e arriva il matrimonio bis.Nel frattempo, già da tre anni, il perugino Francesco Milleri era in rapporti con Luxottica come consulente informatico, anche se è entrato ufficialmente nei ranghi nel 2016. Nicoletta Zampillo ha fatto da madrina? Vicini di pianerottolo, si erano conosciuti nel 1991, i figli giocavano, le due coppie chiacchieravano insieme. Ecco il suo racconto: "Sono diventata amica della moglie e quando mi sono fidanzata con Leonardo ci siamo frequentati con i Milleri per diversi anni. Poi ci siamo separate entrambe e dal 2000 al 2009 non ho più visto Francesco che invece ha continuato a frequentare mio marito e la sua compagna di allora (Sabina Grossi, ndr)". Poi, per tagliar corto spiega: "Siamo amici, ma non l'ho suggerito io, Leonardo decide da solo". E così ha fatto, di Milleri si è fidato fino in fondo, lo ha portato al vertice della EssilorLuxottica, poi prima di morire gli ha affidato la presidenza della Delfin senza limiti di mandato più un pacchetto di azioni. Una scelta che non è piaciuta agli altri eredi, ma sembrava chiaro a tutti che il padre-padrone avesse scelto la linea di successione. Finché Leonardino non ha compiuto il passo più lungo del suo portafoglio: acquistando le quote dei due fratelli sarebbe arrivato al 37,5% con il 25% della madre avrebbe avuto due terzi del capitale, insufficiente per decidere da solo, ma abbastanza per diventare l'azionista di riferimento. Milleri lì per lì vede con favore quella che considera la semplificazione di un capitale ingestibile. LMDV però si illude che basti il suo nome perché tre grandi banche (UniCredit, Agricole, BNP) gli diano 10 miliardi di euro. Nel frattempo la scalata di Mps a Mediobanca mette il manager nel tritasassi giudiziario, Essilux perde in borsa quasi la metà del capitale, gli azionisti francesi si agitano e Milleri non è più in grado di sostenere il volo di Leonardino verso le stelle. All'ultimo consiglio di amministrazione il 30 giugno vota a suo favore, ma si trova contro Romolo Bardin il solo che alla Delfin abbia potere di firma. Leonardino ha reagito non agito direbbe un maestro zen, rabbia e frustrazione, non calcolo razionale, ma sa bene che nulla sarà più come prima.
Del Vecchio Jr e Francesco Milleri, storia finanziaria e famigliare della rottura Luxottica
Leonardino lascia EssilorLuxottica, accusa "l’amico di famiglia" Milleri e vede svanire il sogno di diventare l’erede designato. Una dinastia divisa, dieci miliardi mai arrivati e la successione trasformata in tragedia di famiglia












