L’autopsia ha confermato che Francesco Di Fazio e Gabriele Tullio sono morti per un’intossicazione da monossido di carbonio sprigionato da un generatore che serviva ad alimentare i frighi.
È stata eseguita l’autopsia sui corpi di Francesco Di Fazio e Gabriele Tullio, i due giovani lavoratori ambulanti morti nel chiosco di panini alla fiera di Allumiere. Secondo i primi risultati dell’esame effettuato dal medico legale, i due sono morti proprio a causa del monossido di carbonio. Questa era stata sin dall’inizio l’ipotesi più probabile, quella che i carabinieri consideravano più verosimile. Adesso dall’autopsia è arrivata la conferma: i due sono morti per le esalazioni sprigionate molto probabilmente da un generatore lasciato acceso durante la notte. Il generatore serviva ad alimentare i frigoriferi, dove era conservato il cibo da vendere alla fiera, e il ventilatore, lasciato acceso per il grande caldo.
Per avere un quadro completo bisognerà però attendere i risultati degli esami tossicologici, che non arriveranno prima di 60 giorni. Sul caso la Procura di Civitavecchia ha aperto un’indagine per duplice omicidio colposo. A essere indagato è il titolare della panineria per cui lavoravano i due, che partecipava con i suoi chioschi ambulanti a fiere e sagre di paese. Le due vittime si chiamavano Francesco Di Fazio e Gabriele Tullio. Di Fazio aveva 36 anni, mentre Tullio soltanto 15. Secondo la ricostruzione effettuata dai carabinieri, i due si erano sistemati per la notte all’interno del chiosco, chiuso con una tenda dotata di cerniere. All’interno era presente il generatore che alimentava i frigoriferi. L’ambiente chiuso e senza sufficiente aerazione avrebbe però fatto accumulare il monossido di carbonio, che ha così ucciso nel sonno i due lavoratori.










