Tim Curry, l’attore britannico dalla voce baritonale diventato celebre al cinema nei panni del cantante in lingerie del cult del 1975 «The Rocky Horror Picture Show», è morto all’età di 80 anni, secondo quanto riferito da Variety e da altre testate. Le cause della morte non sono state comunicate nell’immediato, ma Curry era da tempo in cattive condizioni di salute. Curry è apparso in numerosi film, spesso interpretando villain volutamente sopra le righe; ha ricevuto tre candidature ai Tony Award per i suoi ruoli a Broadway e ha prestato la voce a molti film e serie televisive d’animazione. Il suo ruolo più famoso rimane però quello del dottor Frank N. Furter, interpretato al suo debutto cinematografico nello stravagante e trascinante musical horror-comico «The Rocky Horror Picture Show», accanto a Susan Sarandon e Barry Bostwick. «Alla luce del giorno non sono granché come uomo. Ma di notte sono un amante di prima categoria. Sono solo un dolce travestito della Transilvania transessuale», cantava Curry in una scena, ancheggiando con un vistoso ombretto e il rossetto, avvolto in uno succinto completo nero con calze e reggicalze. In un’intervista televisiva del 1975, Curry aveva sottolineato il rischio che la sua carriera finisse per essere identificata con un ruolo tanto eccentrico: una preoccupazione che si sarebbe rivelata profetica. «Quando l’ho letto, ho pensato semplicemente che fosse molto, molto arguto e divertente», disse Curry, confessando tuttavia qualche esitazione iniziale. «Ero titubante perché, se avesse funzionato, avrebbe potuto essere difficile liberarsene. Ma ho sempre pensato che non valesse la pena interpretare una parte se non si era disposti a correre un rischio», spiegò. Tra gli altri suoi film figurano «Charlie’s Angels» (2000), «I Muppet nell’isola del tesoro» (1996), «L’Uomo Ombra» (1994), «I tre moschettieri» (1993), «Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York» (1992), «Signori, il delitto è servito» (1985), «Legend» (1985) e «Annie» (1982). I VILLAIN SOPRA LE RIGHE Curry diede alcune delle sue prove migliori a teatro. Nel 1981 fu candidato al Tony, il più prestigioso riconoscimento di Broadway, per il ruolo di Mozart in «Amadeus», storia del rapporto tra il grande compositore e il rivale geloso Salieri. Ottenne altre due candidature: nel 1993 per «My Favorite Year» e nel 2005 per il ruolo di re Artù nell’irriverente «Monty Python’s Spamalot». Grazie alla sua profonda voce baritonale, fu molto richiesto anche come doppiatore di film e serie d’animazione. Nel 1991 vinse un Daytime Emmy Award per il lavoro svolto nella serie animata «Peter Pan & the Pirates». Con il suo ghigno sinistro e la risata minacciosa, Curry veniva spesso scelto a Hollywood per interpretare il cattivo, talvolta con risvolti comici che gli permettevano di esibirsi in quelle prove esagerate per le quali era famoso. «Adoro quei ruoli: sono sempre quelli scritti meglio», disse nel 2011 all’intervistatore Andrew Kay. Curry ammise che alcuni dei suoi film erano mediocri, citando in particolare «Congo» del 1995, una storia di miniere di diamanti e gorilla assassini. «Ero davvero pessimo», disse. «Ho vinto un Razzie per una delle peggiori interpretazioni dell’anno, e me lo meritavo pienamente». UN FENOMENO DI CULTO Curry nacque il 19 aprile 1946 nel villaggio inglese di Grappenhall, nel Cheshire. Suo padre, cappellano della Royal Navy, morì quando lui aveva 12 anni. La madre lavorava come segretaria in una scuola. Curry studiò recitazione all’Università di Birmingham. Nel 1973 ottenne il ruolo del dottor Frank N. Furter nella prima versione teatrale londinese di «The Rocky Horror Show». Portò lo spettacolo anche a New York e Los Angeles, prima che ne venisse tratto il film, ribattezzato «The Rocky Horror Picture Show». La pellicola non ottenne un successo immediato, ma conquistò un seguito di culto grazie alle proiezioni di mezzanotte a New York e in altre città, durante le quali gli spettatori si presentavano spesso vestiti come i personaggi di «Rocky Horror». Nel 2011 Curry si ritirò da una produzione teatrale britannica a causa delle sue condizioni di salute. Nel 2013 il suo agente rese noto che l’attore aveva avuto un ictus, ma che si stava riprendendo «con grande umorismo». Da allora utilizzò una sedia a rotelle e ridusse gli impegni professionali. Nel 2024 tornò tuttavia sul grande schermo, apparendo nel film horror «Stream». Curry, che viveva a Los Angeles, non si era mai sposato e non aveva figli. Compositore e cantante, si era esibito anche con una propria rock band e aveva pubblicato alcuni album.
Addio a Tim Curry: la star di “Rocky Horror Picture Show” è morta a 80 anni
Ha ricevuto tre candidature ai Tony Award per i suoi ruoli a Broadway e ha prestato la voce a molti film e serie televisive d’animazion










