OpenAI ha iniziato a costruire in casa una parte dell’hardware necessario per far funzionare i suoi modelli AI. Il primo risultato concreto si chiama Jalapeño: un ASIC (circuito integrato per un’applicazione specifica) sviluppato con Broadcom e progettato specificamente per l’inferenza degli LLM (Large Language Models), quindi per la fase in cui modelli come quelli usati da ChatGPT elaborano i prompt e producono risposte. Dopo mesi di indiscrezioni, adesso ci sono finalmente specifiche, dettagli architetturali e benchmark sufficienti per capire quanto sia serio il progetto.

Jalapeño nasce da un programma avviato nel 2024 e già maturato a fine 2025, con tempi insolitamente rapidi per un chip di questa complessità. OpenAI non punta a sostituire subito le GPU NVIDIA in ogni attività: il primo ASIC partorito dall’azienda di Sam Altman si concentra, come abbiamo detto, sull’inferenza, dove consumi, banda di memoria e latenza incidono direttamente sul costo di ogni risposta generata.

Nei test sin qui pubblicati, con GPT-OSS, DeepSeek R1 e Kimi K2.5, il chip mostra un rapporto tra prestazioni e consumi migliore rispetto a diverse configurazioni NVIDIA Blackwell, con vantaggi particolarmente marcati nei carichi a bassa latenza. Ora, è bene muoversi con la dovuta cautela perché NVIDIA sta già passando alla generazione Vera Rubin ma il dato di fondo resta notevole: un ASIC OpenAI di prima generazione riesce già a confrontarsi con gli acceleratori AI più evoluti sul mercato.