L'invasione dell'Ucraina non è il primo conflitto che si svolge sui social media.

Le rivolte della Primavera Araba e la guerra civile siriana hanno utilizzato Facebook e Twitter per organizzare proteste e trasmettere filmati fai-da-te.

Ma negli anni successivi, le piattaforme social sono diventate più orientate alla multimedialità e gli smartphone sono diventati più bravi a catturare e trasmettere eventi in tempo reale. La guerra è diventata un contenuto, scorrendo su ogni piattaforma contemporaneamente, come emergeva chiaramente dalla nostra precedente analisi. All’interno di questo scenario generale emerge l’hashtag di protesta online, #нетвойне (#nowar/#nessdunaguerra]. Hashtag che è stato utilizzato anche in altri 91 Paesi oltre a Ucraina e Russia.

Questi video di guerra parlano agli utenti dei social anche nella loro lingua e il più popolare tra loro può fungere da potente forma di promozione e sostegno per la causa ucraina. In Russia, secondo i dati di Statista aggiornati a fine 2021, ad esclusione di VKontakte, la piattaforma social russa, i social più diffusi sono YouTube e Instagram, rispettivamente con una penetrazione del 68 e 59 percento. Anche TikTok viene utilizzato dal 35 dei russi. Ecco che allora ANSA e DataMediaHub hanno analizzato la diffusione dell’hashtag su Instagram, YouTube e TikTok dal giorno prima dell’attacco russo, dal 23 febbraio scorso, a ieri 7 marzo. Su Instagram i post con hashtag #нетвойне sono relativamente pochi, quasi 6mila, ma generano ben più di 15 milioni di interazioni, a testimonianza dell’elevato livello di interesse e coinvolgimento. Il video di un cantante che dichiara tutta la sua contrarietà alla guerra e all’attacco di Putin al popolo ucraino ottiene oltre 7 milioni di visualizzazioni, più di 562mila like e quasi 28mila commenti.