L’Italia ha battuto 3-0 la Slovacchia e ha centrato la quarta vittoria consecutiva agli Europei di volley femminili, ma Julio Velasco chiede alle Azzurre maggiore lucidità: “Sono preoccupato: non mi piace la squadra che parla troppo”.

L’Italia continua a viaggiare a ritmo spedito agli Europei 2026 di volley femminile. La Nazionale ha centrato la quarta vittoria consecutiva, superando la Slovacchia con un altro 3-0 e consolidando il primo posto nella Pool D. Un cammino finora impeccabile nei risultati, ma che non convince completamente Julio Velasco.

Il commissario tecnico, infatti, ha individuato alcuni aspetti sui quali le azzurre devono ancora lavorare, soprattutto dal punto di vista della gestione degli errori e della capacità di voltare pagina rapidamente e ne ha parlato ai microfoni della FIPAV dopo l'ultima vittoria: “C’è una cosa che mi preoccupa ed è uno degli aspetti sui quali ho insistito fin da quando ho iniziato a lavorare con questo gruppo, quasi tre anni fa: a volte sembra che, quando qualcosa non funziona, ci sia subito bisogno di chiarirsi, dover chiarire qualcosa“.

Velasco: "Sono preoccupato: non mi piace la squadra che parla troppo" Velasco vuole invece recuperare una caratteristica che, secondo lui, aveva fatto la differenza nei momenti più delicati delle ultime grandi competizioni internazionali: la capacità di pensare esclusivamente all'azione successiva: “Non è così. Se abbiamo fatto qualcosa di sbagliato dobbiamo pensare alla palla successiva e basta. Voglio parlare subito con la squadra. Nell’anno delle Olimpiadi parlavamo poco e anche l’anno del Mondiale, nelle partite di semifinale e finale che sono state partite difficilissime, non parlavamo: pensavamo sempre alla palla dopo. E siamo riusciti a portare a casa anche due partite difficilissime al tie-break. Credo che dobbiamo riprendere questa nostra caratteristica. Se qualcosa non va non significa necessariamente che ci sia qualcosa da chiarire: può esserci stato un errore tecnico oppure possiamo non aver capito una situazione di gioco, ma la palla successiva sarà diversa. Non mi piace quando la squadra parla troppo“.