di
Lorenzo Nicolao
L'attaccante spagnola, campionessa del Mondo, ha firmato a sorpresa per l'Al Qadisiyah spinta da un ricchissimo contratto, solo che ha dovuto far finta pubblicamente di non essere più omosessuale. Ed è polemica
Poco dopo la firma con il club arabo, la scelta di cancellare dai propri profili social le foto con la compagna e la figlia nata lo scorso gennaio. Sta facendo discutere il comportamento di Esther González Rodríguez, una delle attaccanti più prolifiche del calcio spagnolo e internazionale. In questo agosto ha deciso di lasciare il campionato statunitense e trasferirsi in Arabia Saudita, per giocare con Al Qadisiyah, squadra di Al Khobar, città situata nella zona orientale della penisola, sulla costa del Golfo Persico. Nel Paese le relazioni omosessuali sono però illegali e vengono punite dalla legge.
Rimuovere ogni prova dell'esistenza di una propria famiglia ha però scatenato diverse discussioni sui social, in particolare tra attivisti per i diritti Lgbtqia+, che non hanno visto di buon occhio la scelta della star spagnola, ora criticatissima per la decisione presa. Per molti una capitolazione, di fronte alle restrizioni del Paese arabo. Un compromesso legato alle sue rigide norme, anche se violano dei diritti fondamentali. Una resa, pur di firmare un ricco contratto, anche se le cifre dell’ingaggio non sono state ancora rese note. Secondo alcune indiscrezioni si parla però di almeno un raddoppio rispetto ai 560mila dollari annui netti (480mila euro) che percepiva negli Usa.










