Per un Pinamonti che va c’è un Sebastiano Esposito che arriva. Un martedì da porte girevoli quello dell’attacco del Sassuolo. Pinamonti ha scelto la Lazio – pronta a garantirgli un quadriennale da 2 milioni a stagione, mentre il suo contratto con il Sassuolo scadeva a giugno e l’ipotesi-rinnovo è a lungo rimasta tale – a sua volta scelto dalla Lazio. Che il centravanti scuola Inter lo seguiva da alcune settimane, limitata tuttavia negli assalti sia dalla richiesta del Sassuolo (tra i 12 e i milioni) sia dalle difficoltà di spesa che condizionano tuttora il mercato dei biancocelesti alle prese con la necessità di rafforzare l’organico. L’escamotage che aggira l’ostacolo e media tra le parti è una ‘formula creativa’ non dissimile da quella che ha permesso alla Lazio di ‘arruolare’ Davide Frattesi, ovvero la cessione, di fatto definitiva, del giocatore a prezzo di saldo (tra i 2 e 3 milioni) più bonus che arriveranno a fine stagione fino a 10 milioni, per un affare da 12 milioni totali. Abbastanza per il Sassuolo, che Pinamonti lo strapagò – 20 milioni – nell’estate del 2022, ne ha ottenuto 109 gare e 26 gol in tre stagioni monetizzandone anche il prestito (2 milioni dal Genoa) nel 2024/25 e ‘ammortizzando’ quindi l’investimento e da tempo ragionava sul ‘dopo’. Ebbene, il ‘dopo’ è cominciato, di fatto, ieri, ultimo giorno del Pinamonti neroverde.