Il lungo inverno di Minneapolis nella morsa delle forze dell’Ice potrebbe sciogliersi, a fine estate, con l’incriminazione di un agente accusato di aver sparato a un immigrato venezuelano a una gamba.Secondo una fonte a conoscenza delle discussioni e una portavoce del dipartimento di Giustizia - riprese dalla Cnn - l'amministrazione starebbe valutando se procedere a livello federale. L'incriminazione rappresenterebbe una svolta: finora l'amministrazione Trump si è fortemente opposta ai tentativi di ritenere responsabili gli agenti dell'Ice per altre sparatorie.Al centro della vicenda c'è l'agente Christian Castro, già incriminato a maggio dai procuratori del Minnesota per lesioni aggravate e falsa denuncia. Castro si trova però in Texas e il governatore Greg Abbott si è rifiutato di estradarlo in Minnesota. Lo Stato ha quindi intentato una causa e il giudice federale Fernando Rodriguez Jr. ha fatto sapere che emetterà una decisione prima della scadenza dei 90 giorni entro i quali Castro può essere trattenuto in attesa dell'estradizione, prevista per giovedì.Il caso nasce da una sparatoria del 14 gennaio. Durante un inseguimento a Minneapolis, Castro sparò a una gamba a Julio Sosa-Celis. In un primo momento, però, a finire sotto accusa non furono gli agenti: il Dipartimento per la Sicurezza Interna incriminò Sosa-Celis e un altro uomo coinvolto nell'episodio. Poche settimane più tardi, la svolta. Il dipartimento di Giustizia chiese di archiviare le accuse contro i due uomini, riconoscendo che i procuratori federali avevano fornito informazioni errate al tribunale. L'Ice ammise inoltre che alcuni suoi agenti avevano rilasciato "false dichiarazioni" sotto giuramento. Dopo una revisione delle prove video, i due agenti federali coinvolti furono sospesi dal servizio mentre il Dipartimento di Giustizia avviava un'indagine sulle loro "dichiarazioni mendaci".Nessuna decisione, ad ora, è stata ancora presa. "Come in qualsiasi caso in cui la condotta in questione possa implicare una violazione dei diritti civili, gli uffici dei procuratori federali sono tenuti, in base alle direttive del Dipartimento di Giustizia, a consultarsi e collaborare con la divisione per i diritti civili, poiché tale divisione dispone di esperti in questo ambito del diritto", ha spiegato la portavoce Emily Covington. La stessa Covington ha confermato i colloqui tra la divisione per i diritti civili e i procuratori locali del Minnesota. Non è ancora chiaro quali eventuali accuse federali potrebbero essere formulate. Un procedimento federale non farebbe comunque cadere automaticamente quello aperto in Minnesota: sul fronte statale resta infatti da sciogliere il nodo dell'estradizione di Castro dal Texas, mentre sul fronte federale si attende la decisione del dipartimento di Giustizia.