Alla fine il sigillo di ceralacca è arrivato. La lettera di dimissioni anticipata da Milano Finanza ha messo la parola fine a una recita che durava da mesi. Leonardo Maria Del Vecchio lascia ogni incarico operativo in EssilorLuxottica. Dal 31 agosto, non sarà più il presidente di Ray-Ban né il chief strategy officer del gruppo. Insomma, chiude il cassetto e lascia libera la scrivania.

La versione ufficiale, buona per non far sobbalzare i mercati, parla di un passo spontaneo verso «nuovi progetti imprenditoriali».

Ma la finanza, è il teatro delle ombre dove le parole servono a nascondere i fatti. Nella lettera d’addio, Leonardo Maria ha scelto la via della filosofia aziendale. Ha accusato l’attuale gestione, saldamente nelle mani del presidente e amministratore delegato Francesco Milleri, di essere diventata «distante» e «impersonale».

Ha scritto che l’entusiasmo si è appannato. Ma a Piazza Affari sanno tutti che quando in una grande famiglia si evocano i massimi sistemi e la memoria del fondatore, significa semplicemente che a qualcuno sono stati negati i galloni del comando. Il vecchio Leonardo, nelle parole del figlio, poteva essere un padrone durissimo, un autocrate d’altri tempi, ma aveva un rapporto fisico con le sue fabbriche, i suoi negozi, le sue tute blu.