Duecento chili di hashish intercettati a Malpensa, un camion seguito fino alla destinazione finale e due corrieri arrestati a Monza. È il risultato di un’operazione della Guardia di finanza partita dall’area cargo dello scalo, che ha consentito di bloccare un ingente quantitativo di droga destinato al mercato dello spaccio. L’inchiesta è partita proprio dall’aeroporto di Malpensa, dove le Fiamme gialle hanno individuato il carico di stupefacente. I militari hanno quindi deciso di seguirne gli spostamenti, monitorando il trasferimento della merce fino a Monza. Il blitz è scattato quando il camion è arrivato a destinazione. I Finanzieri sono intervenuti durante le operazioni di scarico, trovando duecento chili di hashish nascosti in alcuni scatoloni tra ricambi per automobili. Un quantitativo che ha fatto scattare immediatamente gli arresti. In manette sono finiti due italiani: un trentasettenne, capocantiere del settore edile, e il titolare di una carrozzeria monzese, 39 anni.
A entrambi viene contestata la disponibilità dell’intero carico di stupefacente sequestrato. L’operazione conferma ancora una volta il ruolo strategico di Malpensa anche nell’attività di contrasto ai traffici illeciti. Lo scalo rappresenta infatti uno dei principali punti di accesso e transito delle merci dirette verso il Nord Italia e proprio per questo è costantemente monitorato dalle forze dell’ordine. Il carico di hashish, una volta intercettato, è stato seguito fino a Monza per consentire agli investigatori di intervenire nel momento ritenuto più significativo dell’operazione e individuare le persone coinvolte nella gestione della droga. Il 24 agosto si è svolta l’udienza di convalida degli arresti davanti al gip del Tribunale di Monza. Il titolare della carrozzeria ha assunto un atteggiamento collaborativo e nei suoi confronti sono stati concessi gli arresti domiciliari. Per l’altro indagato è stata invece confermata la custodia in carcere. Sul piano giudiziario, il fascicolo è destinato a venire trasferito a Busto Arsizio.






