La Juventus accelera, ci prova. Rescinde contratti, cede giocatori, li presta. Pur di snellire l’organico, il monte ingaggi e creare posti per nuove pedine. Puzzle portieri Finalmente è definito in tutti i tasselli il nodo portieri. Il 27enne polacco Kamil Grabara è stato annunciato ufficialmente: arriva a Torino in prestito dal Wolfsburg per 0,5 milioni (che possono diventare 0,8 in base agli obiettivi raggiunti durante la stagione), la Juventus potrà poi eventualmente trattenerlo versando 11,5 milioni ai tedeschi. Quanto alle uscite: Michele Di Gregorio ha firmato per il Bournemouth, si trasferisce a titolo temporaneo e il club bianconero incassa 1,5 milioni subito (che possono diventare 2,5 a seguito del raggiungimento di determinati obiettivi sportivi) confidando di ottenerne 12,7 (o persino 14,2) nel caso in cui gli inglesi dovessero esercitare l’opzione di riscatto. Via anche Perin, al Palermo (per 0,5 milioni in caso di promozione dei rosanero). Saluta con una lettera strappalacrime: «Qui sono cresciuto, Juve sempre nel cuore». Spalletti freme Altro bianconero in partenza dopo un’esperienza comunque non da poco, Fabio Miretti. La Juventus sperava di cederlo e racimolare 10, 15 milioni di euro da segnare tutti come plusvalenza. Strada facendo ha rivisto i piani, a questo punto si accontenta volentieri di vidimare un prestito al Besiktas con opzioni di riscatto che può diventare obbligo a fronte del raggiungimento dei soliti “determinati obiettivi sportvi”. Dopo sondaggi, contatti diretti tra il giocatore e il tecnico Vincenzo Italiano (ma anche con l’ex compagno Dusan Vlahovic), si è giunti alla fase dell’offerta vera e propria. La qual cosa garba parecchio ai dirigenti bianconeri e in particolar modo a Luciano Spalletti, visto che la cessione di Miretti può di fatto liberare uno slot a centrocampo. Laddove si sta provando a chiudere uno dei primi grandi obiettivi del mercato bianconero, vale a dire Franck Kessié. L’ivoriano piace perché ha esperienza, carattere, qualità. Ha scelto di accantonare, almeno per un po’, le sontuose offerte arrivate dalla Saudi Pro League pur d’attendere i bianconeri: è svincolato, può decidere liberamente il suo futuro. Il problema per la Juventus, però, è che cominciano ad aggiungersi anche altre offerte e insidie. C’è la Roma, in ballo: che con i bianconeri qualche conto aperto ce l’ha. I giallorossi hanno già contattato l’entourage del giocatore, la sfida è aperta. E Spalletti freme. Il carisma di Kessié servirebbe anche in relazione al fatto che la squadra bianconer<CW0>a perderà Kenan Yildiz per almeno 2 mesi, se non di più. L’intervento al piede sinistro (scelta presa al 99 per cento) è conseguenza di una micro frattura rimediata nella sfida contro il Frosinone, al debutto di campionato. Dal punto di vista prettamente del ruolo i sostituti non mancano: Alajbegovic, McKenie, Boga. Ma non è da escludere il passaggio al 4-3-3. E comunque, in termini di carisma e personalità, la perdita è pesante. Nico Gonzalez, la chiave Anche per questo diventa importante intervenire in attacco. Riecheggiano ancora le dure parole di Spalletti contro Kolo Muani: un po’ per stuzzicare il giocatore, un po’ per stimolare la società. Un centravanti «con caratteristiche diverse» gli serve. Joshua Zirkzee è una pista caldissima: non è esattamente il tipo di giocatore che vorrebbe Spalletti, ma il tecnico ha già in mente correttivi e dinamiche per fare sì che risulti pienamente funzionale alla causa. Ma prima di chiudere con lo United si sta provando a riallacciare i contatti con l’Atletico Madrid per Alexander Sorloth, con annessa incognita Nico Gonzalez (la chiave per muovere la trattativa, anche se Spalletti lo terrebbe volentieri). Innanzitutto, però, come accaduto a centrocampo, sarebbe cosa buona e giusta cedere almeno uno tra David, Zhegrova e Milik (opzione rescissione). O cedere in prestito Ekhator. Così come in difesa si ragiona sulle cessioni di Gatti (Napoli) e Rugani (Parma).