di Lorenzo Pastugliamartedì 25 agosto 20262' di letturaLuciano Spalletti lo ha fatto capire senza troppi giri di parole: alla Juventus manca ancora qualcosa là davanti. Il bersaglio delle sue ultime osservazioni è stato Kolo Muani — quel “se non gioca da due mesi qualcosa vorrà dire” — ma dietro alla critica all'attaccante francese c'è una richiesta precisa che il tecnico porta avanti da tempo: avere a disposizione un centravanti vero, capace di vivere dentro l'area e trasformare in gol il lavoro della squadra.La Juventus, finora, non è riuscita a risolvere il problema. Vlahovic non è stato trattenuto, mentre Kolo Muani è tornato a Torino per un'operazione da circa 50 milioni di euro bonus compresi. Il francese, però, ha caratteristiche diverse e non rappresenta quel numero 9 puro che Spalletti considera necessario per il suo calcio.Ecco perché il mercato bianconero torna a guardare oltre i nomi già circolati nelle ultime settimane. Restano in corsa Joshua Zirkzee, profilo particolarmente gradito a Massara ma più portato a partecipare alla manovra che a fare il terminale offensivo, e Alexander Sorloth, il cui possibile arrivo potrebbe essere collegato alla situazione di Nico Gonzalez. L'argentino, però, potrebbe restare a Torino dopo l'infortunio di Yildiz. La terza strada porta invece a Jean-Philippe Mateta. Il centravanti del Crystal Palace era già stato cercato dalla Juventus a gennaio e ora può tornare d'attualità. Il francese non ha accettato il rinnovo proposto dal club inglese e il contratto in scadenza nel 2027 ha modificato anche le richieste economiche: il prezzo si aggirerebbe intorno ai 25 milioni. La vera novità potrebbe però essere Jonathan David. Il canadese, valutato dalla Juventus sulla stessa cifra, era stato sondato dal Palace e aveva mostrato apertura, a differenza di altre destinazioni recentemente rifiutate. Il suo eventuale inserimento nella trattativa potrebbe quindi diventare la chiave per arrivare a Mateta. Per Spalletti, dunque, il ventaglio si allarga: Zirkzee, Sorloth oppure Mateta. Tre profili diversi per rispondere alla stessa esigenza. Il tempo, però, stringe: resta una settimana per consegnare al tecnico quel numero 9 che continua a chiedere.