Due campioni azzurri, due discipline diverse, lo stesso desiderio di tornare a competere al massimo. Mentre a New York il tennis accende i riflettori sugli Us Open, con il ritorno in campo di Alcaraz nel doppio misto e l’attesa per lo show dello Slam, Jannik Sinner è tornato al J Medical di Torino per nuovi controlli al ginocchio destro infiammato. A Milano, invece, Federica Brignone è finita nuovamente sotto i ferri per rimuovere placca e viti che, a oltre un anno dal terribile infortunio, continuavano a provocarle dolore sugli sci.

Due campioni azzurri costretti allo stop, dunque, ma entrambi già proiettati verso un nuovo inizio.

Sinner, accompagnato dal suo staff, ha effettuato una nuova verifica delle condizioni fisiche e proseguirà per tutta la settimana il percorso riabilitativo nel centro torinese. Sulla natura e sull’evoluzione del problema resta la massima riservatezza, ma la linea scelta dal n. 1 del mondo è quella della prudenza. La delusione per aver dovuto rinunciare allo Us Open, dove avrebbe ritrovato dopo 4 mesi il rivale e amico Alcaraz, deve ormai lasciare spazio al recupero. L’obiettivo è rientrare il prima possibile, ma senza correre rischi. Il primo appuntamento nel mirino è l’Atp 500 di Pechino, al via il 30 settembre, dove Sinner dovrà difendere i punti della vittoria dello scorso anno. Poi un calendario ricchissimo: i Masters 1000 di Shanghai e Parigi, l’Atp 500 di Vienna, il Six Kings di Riad e soprattutto le Finals di Torino.