In Pennsylvania, negli Stati Uniti, due persone sono morte dopo aver contratto il morbillo. Sono le prime nel paese nel 2026: nel 2025 una grave epidemia in Texas e in New Mexico causò la morte di tre persone e il contagio di quasi mille altre. Le autorità dello stato non hanno diffuso dettagli sulle due persone morte per tutelare la privacy delle loro famiglie, ma hanno detto che non erano vaccinate. Quest’anno in Pennsylvania ci sono stati 393 casi confermati di morbillo e nello stato queste sono le prime morti legate alla malattia da 35 anni. Nella contea di Lancaster, dove sono avvenute le morti, solo l’85 per cento dei bambini sotto i sei anni è vaccinato, mentre la percentuale considerata sicura per limitare la diffusione della malattia è del 95 per cento.

Il morbillo è una malattia contagiosa per cui non c’è una cura vera e propria e che nelle sue forme più gravi causa seri problemi di salute a breve e a lungo termine, anche se i casi fatali sono rari. È facilmente prevenibile con un vaccino, che nei paesi sviluppati viene somministrato sistematicamente a quasi tutti i bambini molto piccoli. Da anni però la percentuale di persone vaccinate è in diminuzione negli Stati Uniti e in molti altri paesi, anche per la diffusione di teorie antiscientifiche che collegano il vaccino contro il morbillo a un aumento del rischio per i bambini di sviluppare l’autismo e ad altri pericoli per la salute. Sono teorie e ripetutamente confutate da dati e ricerche, e basate in parte su un gravissimo caso di frode scientifica.