Un camion vela percorre Taranto: “Non si gioca con il futuro di 20mila lavoratori”. È l’idea dei sindacati metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm e Usb in occasione dei Giochi del Mediterraneo per rilanciale l’allarme sulla vertenza ex Ilva. L’immagine che circola per le strade della città è la stessa utilizzata per lo sciopero di inizio mese, che aveva registrato un’alta partecipazione. L’obiettivo dichiarato dai sindacati è quello di tenere alta l’attenzione sulla necessità di misure straordinarie e di un intervento pubblico capace di garantire una vera transizione ecologica per il polo siderurgico, mettendo in sicurezza tutti i lavoratori coinvolti.
Le sigle sindacali precisano che l’iniziativa nasce “nel rispetto per i Giochi del Mediterraneo, per gli atleti e per le delegazioni”, ma soprattutto “per Taranto, una città difficile, che per decenni ha pagato un prezzo altissimo per la sua storia industriale”. Dietro la protesta c’è una vertenza che coinvolge circa 20mila posti di lavoro, tra addetti diretti di Acciaierie d’Italia, dell’ex Ilva in amministrazione straordinaria e delle aziende dell’appalto. Fim, Fiom, Uilm e Usb sottolineano come la crisi del gruppo sia il risultato della “mancanza di scelte coraggiose di tutti i governi che si sono succeduti negli anni”, che hanno preferito “interventi emergenziali senza una reale programmazione della transizione ecologica”. Per questo, ribadiscono, “le responsabilità del governo non possono ricadere sui lavoratori”.







