Le vicende della figura dell’Infermiere di famiglia o comunità assumono ormai la veste di una “telenovela” che si è arricchita di due ulteriori episodi: da un lato l’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas) ha pubblicato le “Linee di indirizzo tecniche” sulle Case della comunità, dall’altro è stata siglata la Preintesa del Ccontratto collettivo nazionale del “comparto Sanità”.

Le équipe nelle case di comunità

Cominciamo con la prima. Il Quaderno di Monitor del luglio 2026 di Agenas è dedicato agli indirizzi su “Le équipe multiprofessionali e multidisciplinari nelle Case della comunità“ e il documento traduce in indicazioni operative uno dei requisiti cardine previsti dal Dm 77/2022. Nel capitolo 6 si parla della composizione della équipe e si individuano 14 figure ben precise, una delle quali è l’Infermiere di Famiglia o Comunità (IFoC) del quale così viene declinata la professionalità: “Infermiere che, oltre alla formazione di base, possiede esperienza e ha affrontato percorsi di formazione specifica in ambito di assistenza sanitaria territoriale in educazione sanitaria, gestione delle cronicità e loro in rete con i servizi sociali, via preferenziale gli infermieri che sono in possesso del titolo accademico specifico (Master di I livello in Infermieristica di Famiglia e Comunità o affini). La professionalità del IFoC si esprime nella capacità di prendersi cura della persona, della famiglia e della comunità nel loro contesto di vita, promuovendo autonomia, continuità assistenziale e educazione alla salute”.