Metà agosto, Louisiana. Una giornata di svago al lago si è trasformata in una rapida e devastante sequenza di eventi neurologici per una famiglia del nord dello Stato. La vittima è Lillian Smart, 8 anni, originaria dell’area di Ruston, deceduta dopo aver nuotato nel lago Claiborne. Il decesso è stato confermato dal Louisiana Department of Health e dai familiari: si tratta del primo caso accertato nello Stato dal 2013.
L’agente responsabile è la Naegleria fowleri, spesso descritta in modo sensazionalistico come “ameba mangia-cervello”: un protozoo a vita libera che prolifera soprattutto in acque dolci tiepide e in alcuni sedimenti. Quando entra nell’organismo umano può causare la meningoencefalite amebica primaria (PAM), un’infezione fulminante che distrugge il tessuto cerebrale e induce un edema potenzialmente fatale.
Medici e Centers for Disease Control and Prevention (CDC) sottolineano un punto cruciale per evitare allarmismi: la malattia non si contrae bevendo acqua contaminata, ma esclusivamente quando l’acqua contenente l’ameba penetra nelle cavità nasali, da dove il microrganismo risale lungo il nervo olfattivo fino all’encefalo. La PAM non è contagiosa e non si trasmette da persona a persona.










