"In attesa che la proposta raccolga il consenso necessario a livello Ue, Meloni e Giorgetti passino dalle parole ai fatti, assumano l'iniziativa e introducano questa tassa a livello nazionale", ha detto Elly Schlein a proposito della seconda lettera che il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha firmato insieme ad altri cinque colleghi europei (di Germania, Spagna, Austria, Polonia e Portogallo) una lettera per chiedere all'Unione europea – come peraltro era stato fatto ad aprile con una missiva alla Commissione Ue – di introdurre una misura comune per tassare gli extraprofitti delle società energetiche, che hanno beneficiato dell'aumento dei prezzi dovuto alla guerra in Medio Oriente. Non bisogna aspettare i tempi dell'Europa ma si deve agire immediatamente da soli: "È necessario adottare subito misure di sostegno per le famiglie e le imprese più fragili" dice Schlein al governo Meloni e "una tassa sugli extra profitti energetici può dare un contributo importante per finanziare questi interventi".La strategia del governo italiano e degli altri paesi europei, incluso il governo Sánchez alla cui politiche energetiche da sempre si ispira il Pd, è quella di definire un meccanismo comune europeo – come peraltro accadde quando l'Unione europea nel 2022 autorizzò il "contributo di solidarietà" su produttori energetici dopo lo scoppio della guerra in Ucraina – in modo da difendere il mercato unico ed evitare le conseguenze negative e le distorsioni di azioni in solitaria. Tra l'altro, e questo è un aspetto che in pochi stanno ricordando in questi giorni, il governo Meloni ha già introdotto un'extratassa sulle imprese energetiche nel decreto Bollette, aumentando l'Irap di due punti dal 2026 al 2028 per le imprese che commerciano gas ed elettricità.Al netto delle considerazioni che si possono fare sull'opportunità di una tassa sugli extraprofitti, è una posizione che dovrebbe essere nelle corde del Campo largo, perché è stata teorizzata per un'altra tassa come la patrimoniale. Schlein si è detta favorevole a una tassazione sui grandi patrimoni "ma a livello europeo". Ed è d'altronde la stessa linea espressa da Giuseppe Conte, che invece la patrimoniale la vuole "a livello globale o quantomeno europeo". E invece no. Sulla tassa sugli extraprofitti, che si aggiunge all'extra Irap, prevale la linea "sovranista": va fatta a livello nazionale.Alla base non c'è alcuna valutazione economica, ma solo di convenienza politica. Se conviene per i sondaggi, allora l'Italia può fare per conto suo anche fregandosene delle conseguenze. Vale per la tassa sugli extraprofitti a sinistra, o per la sospensione di Schengen con la Spagna decisa dal governo Meloni. Al contrario, se la proposta rischia di essere impopolare allora bisogna spostare la decisione "a livello europeo". A sinistra vale per la patrimoniale, che spaventa i moderati, e anche per la difesa, che spaventa i pacifisti. La soluzione del Pd è, infatti, la "difesa comune": sì all'aumento delle spese militari per garantire la sicurezza dalle minacce esterne, ma solo "a livello europeo". Altrimenti, meglio non fare niente.Alla base non c'è alcuna idea su cosa dovrebbe fare lo stato e cosa l'Europa, quali funzioni (tra fisco difesa e immigrazione) e in che misura devono essere attribuite a livello comunitario e quali no. Nessun confronto tra una visione più federalista e una più nazionalista. Ma solo uno scontro tra opposti opportunismi che vedono nell'Europa una via di fuga dalle proprie responsabilità.
Extraprofitti e patrimoniale: Schlein e Giorgetti inseguono le tasse a seconda del sondaggio del giorno
La segretaria del Pd vuole la tassa sugli extraprofitti subito e da soli, la patrimoniale invece solo "a livello europeo". Il ministro dell'Economia fa il contrario. Ma dietro non c'è una teoria dell’Unione, ma la convenienza politica migliore in base alle rilevazioni










