Sfide scientifiche
Linux
Le GPU dei grandi sistemi AI non lavorano più come dispositivi isolati collegati a una CPU. Nei server destinati a training e inferenza, decine o centinaia di acceleratori devono scambiarsi dati e accedere alla memoria remota con latenze molto basse, spesso attraverso collegamenti dedicati che aggirano i limiti delle tradizionali reti Ethernet. Linux deve quindi conoscere non soltanto quali acceleratori sono presenti, ma anche come risultano fisicamente collegati tra loro, quali porte sono operative e quale dispositivo si trova dall’altra parte di ogni collegamento.
È proprio il problema che alcuni ingegneri Intel vogliono affrontare con DRM Fabric, una nuova proposta presentata a fine agosto 2026.
Il nome può trarre in inganno: DRM, in questo caso, non ha nulla a che vedere con la protezione dei contenuti digitali (Digital Rights Management). Fa invece riferimento al Direct Rendering Manager, sottosistema del kernel Linux che da decenni gestisce una parte fondamentale dell’interazione con GPU, memoria grafica, display e acceleratori.








