Contenuto tratto dal numero di agosto 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

a cura di Francesco Fimmanò, ordinario di diritto commerciale all’Università Mercatorum

Mentre gli stadi hanno monopolizzato l’attenzione di milioni di tifosi, la partita più importante del Mondiale 2026 si è giocata lontano dal terreno di gioco. È stata quella dei ricavi, degli investimenti e della capacità della federazione internazionale di trasformare la manifestazione in una piattaforma economica globale. L’edizione ospitata da Stati Uniti, Canada e Messico ha rappresentato il punto d’arrivo di un processo di industrializzazione iniziato da tempo e ora giunto alla piena maturità: 48 nazionali, 104 partite, 16 città coinvolte e un volume d’affari senza precedenti.

Il confronto con gli altri grandi eventi sportivi consente di cogliere la reale dimensione economica della Coppa del Mondo. Il Super Bowl rimane la competizione con il più elevato valore commerciale in un’unica giornata, capace di generare un impatto economico superiore ai 700 milioni di dollari e di vendere spazi pubblicitari per oltre 8 milioni per 30 secondi. Le Olimpiadi di Parigi 2024 hanno sviluppato ricavi per circa 4,5 miliardi di euro, mentre la Champions League assicura ogni stagione ricavi commerciali e audiovisivi superiori ai 3,5 miliardi. Il nuovo Mondiale per Club, riveduto e corretto, distribuisce un montepremi di oltre 1 miliardo di dollari. Complessivamente il ciclo commerciale della Fifa 2023-2026 si chiuderà con ricavi complessivi per circa 13 miliardi: quasi il 73% in più rispetto al quadriennio culminato con Qatar 2022. Di questi, circa 9 miliardi sono riconducibili direttamente alla fase finale del Mondiale nordamericano, che addirittura ‘doppia’ i Giochi olimpici.