Sono ancora gravi le condizioni dei due operatori sanitari rimasti coinvolti nell’esplosione dell’appartamento in cui vivevano a Cassino. L’ipotesi più probabile è quella della fuga di gas.

Sono ancora molto gravi le due persone rimaste ferite ieri nell’esplosione di un appartamento a Cassino. Si tratta di due operatori sanitari originari di San Valentino Torio, in provincia di Salerno: un uomo di 54 anni, infermiere dell’ospedale di Cassino, e una donna di quarant’anni che lavora come Oss. I due vivevano in affitto nell’appartamento di via Guado Santa Maria 12, in cui si è verificata l’esplosione.

I due feriti ricoverati al Sant'Eugenio Entrambi sono stati prima trasportati al pronto soccorso dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino subito dopo lo scoppio e poi, date le condizioni estremamente gravi, sono stati portati al Centro grandi ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, specializzato nel trattamento delle ustioni. Le loro condizioni cliniche sono molto serie ed entrambi sono stati intubati. Presentano ustioni soprattutto al volto e al momento sono ancora ricoverati in gravi condizioni al Sant’Eugenio. Aperto un fascicolo dalla procura L’ipotesi più probabile è che nell’appartamento ci sia stata una fuga di gas e che, accendendo il fornello per preparare il caffè, i due abbiano innescato l’esplosione che ha sventrato l’ultimo piano della palazzina. Lo scoppio ha provocato un enorme boato, udito in tutta Cassino, e una nube nera di fumo visibile anche a chilometri di distanza. L’esplosione ha immediatamente allarmato i residenti, molti dei quali sono corsi a vedere cosa fosse successo. La sostituta procuratrice di Cassino Laura D’Elia ha aperto un fascicolo contro ignoti. Sul posto ieri sono arrivati i vigili del fuoco e i carabinieri per i rilievi del caso, mentre la strada è stata chiusa. I vigili del fuoco hanno effettuato i primi controlli, ma dovranno eseguire ulteriori accertamenti per confermare con precisione le cause dell’esplosione.