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Il nuovo presidente della Colombia Abelardo de la Espriella ha ordinato la ricerca e l’espulsione delle persone migranti «che commettono reati» e «la cui situazione non è regolarizzata», stabilendo automaticamente un legame fra immigrazione e criminalità, secondo una retorica cara alle destre.

De la Espriella si è insediato tre settimane fa dopo aver vinto a giugno le elezioni: è di estrema destra, ha uno stretto rapporto con i movimenti trumpiani statunitensi, in economia si ispira al presidente argentino Javier Milei e sul tema della sicurezza ha detto di voler usare una politica della “tolleranza zero” come Nayib Bukele, il presidente autoritario di El Salvador. Il suo annuncio rappresenta un completo ribaltamento rispetto alla politica migratoria perseguita finora dalla Colombia.

«Che abbiano inizio le operazioni coordinate per trovare gli immigrati clandestini, in primo luogo quelli che commettono reati, e in secondo luogo quelli il cui status non è regolarizzato», ha detto durante una riunione a Barranquilla, la città che ha di fatto trasformato nella capitale alternativa del paese, aggiungendo che il suo ordine dovrà essere attuato a partire da questa settimana. «Prima i colombiani, poi i colombiani, e infine i colombiani», ha concluso.