Antonio Caprarica commenta a Fanpage.it il ritorno di Harry e Meghan nel Regno Unito: “È il ritorno a casa di due sconfitti. È il fallimento delle loro aspirazioni artistiche americane”. La previsione: “Non durerà, è un esperimento all’insegna dell’ambiguità e dell’equivoco”.

Entro la fine di agosto Harry e Meghan lasceranno gli States per tornare a vivere nel Regno Unito: una residenza privata fuori Londra, Archie e Lilibet a scuola in Inghilterra da settembre, nessun rientro tra i working royals. Sei anni dopo la Megxit, la saga dei Windsor riparte da capo.

Antonio Caprarica, storico corrispondente Rai da Londra e autore di una lunga serie di libri sulla famiglia reale, commenta a Fanpage.it senza sconti: è "il ritorno a casa di due sconfitti", con una motivazione che è prima di tutto economica. E con un sospetto sul calendario: il rientro coincide con l'uscita, il 22 settembre, del memoir del conte Spencer su Diana. "Come reagirà Harry dinanzi alle presunte nuove verità sulla madre?". L'ultima volta che abbiamo parlato di Harry e Meghan per Fanpage.it lei mi diede una definizione divertente: "due scappati di casa". Oggi che cosa sono?

Intanto, quando ci si trova di fronte a Harry e Meghan, consiglio di aspettare sempre la verifica dei fatti. Non abbiamo dimenticato la sceneggiata di luglio, in cui Meghan doveva arrivare, arrivare, arrivare e non arrivava mai, e poi è venuta giusto per un giorno per farsi vedere dal re con i bambini. Quindi aspettiamo che effettivamente ciò accada. Naturalmente, se accade, ci sono due considerazioni fondamentali da tenere presente. La prima è che è il ritorno a casa di due sconfitti. Ma un ritorno a casa molto limitato, molto circoscritto nelle circostanze: loro tornano a Londra per cercare di ottenere con la forza ciò che non erano riusciti a ottenere di soppiatto, quando la prospettiva del mezzo dentro e mezzo fuori era stata seccamente respinta da Elisabetta II, che disse: i reali non possono trovarsi in conflitto di interesse. Quindi o si è interamente al servizio della nazione, oppure non lo si è. A mezzo servizio non è concepibile. Ed è chiaro che questa regola né Carlo né William intendono infrangere, nel modo più assoluto. Però? Però è altrettanto chiaro che tornano a Londra dopo avere realizzato il fallimento delle loro aspirazioni artistiche americane, perché, come ha detto un agente di Hollywood, non basta essere famosi per avere talento. Avendo realizzato questo, avendo realizzato la fine dei mega contratti, che peraltro erano basati solamente sulla loro opera costante di diffamazione della famiglia reale – una volta che l'operazione è finita, molto altro non ci sta – è inevitabile che siano alla ricerca di una soluzione. Intendiamoci: anche di una soluzione economica.