Per quattro volte Courage è tornato indietro. Ogni volta che qualcuno lo portava via dal rifugio sembrava finalmente arrivato il momento di cominciare una nuova vita. E ogni volta, invece, finiva di nuovo nello stesso posto. Non perché fosse aggressivo, difficile da gestire o incapace di convivere con le persone. Semplicemente, era troppo impaurito.
Alle sue spalle c'era un passato di maltrattamenti, fame e abbandoni che gli aveva insegnato a non fidarsi degli esseri umani. E forse proprio per questo, quando il 16 giugno una donna ha deciso di adottarlo, Courage non ha saputo subito capire di essere finalmente al sicuro. Nelle prime ore nella sua nuova casa è rimasto immobile sul pavimento, con la testa bassa e il collare ancora addosso. Poi sono arrivati gli altri animali di casa. E, uno dopo l'altro, hanno fatto qualcosa che nessuno gli aveva mai insegnato: gli sono rimasti accanto.
Lo volevano perché era grande, ma non come compagno
Courage era stato restituito per quattro volte. Secondo Carolina Souza, la donna che alla fine ha scelto di adottarlo, il motivo era sempre lo stesso. «La gente era interessata a lui perché era grande, volevano solo che servisse come cane da guardia, ma quando si sono accorti che era timido, lo hanno restituito». Una storia che racconta quanto facilmente un cane possa essere giudicato sulla base dell'aspetto o delle aspettative di chi lo adotta. Courage aveva un passato che non poteva essere cancellato con un semplice cambio di casa e un cane grande non è necessariamente un cane adatto a fare la guardia. La timidezza, inoltre, non era un difetto del suo carattere: era il risultato di quello che aveva vissuto.






