HomeMilanoCronacaFurto nella caserma dei pompieri: rubati attrezzi per tagliare i metalliPieve Emanuele, colpo nella notte al quartiere delle Rose: scomparsi materiali utilizzati durante i soccorsiI ladri hanno rubato cesoie e diversi attrezzi utilizzati per il taglio dei metalliRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciPieve Emanuele (Milano) – Furto ai danni della caserma dei Vigili del Fuoco volontari “Pinuccio Lavigna“ di Pieve Emanuele. Nella notte tra domenica e lunedì, ignoti si sono introdotti all’interno del capannone situato nella zona industriale del quartiere delle Rose, riuscendo ad accedere dal retro della struttura. I ladri hanno portato via alcune cesoie e diversi arnesi utilizzati per il taglio dei metalli, attrezzature impiegate dai vigili del fuoco nelle operazioni di soccorso. Il valore complessivo del materiale sottratto e, quindi, l’entità del danno economico sono ancora da quantificare.
L’indignazione per il colpo
La notizia ha suscitato indignazione anche perché, secondo quanto denuncia da tempo la Confsal Vigili del Fuoco, quello di Pieve Emanuele non sarebbe un episodio isolato. I furti ai danni delle caserme dei pompieri si stanno infatti ripetendo in diverse zone d’Italia. «Ancora una volta, le caserme dei Vigili del Fuoco sono state prese di mira», sottolinea il sindacato, che ha raccolto in un proprio archivio diversi episodi avvenuti negli ultimi mesi. Particolarmente grave è stato il caso della caserma di Empoli, dove sono stati rubati un gruppo da taglio e un divaricatore, strumenti idraulici fondamentali che i pompieri utilizzano nelle operazioni di soccorso, in particolare per estrarre le persone rimaste intrappolate nelle lamiere dopo gli incidenti stradali. «Rubare in una caserma non è un semplice furto, è un attacco alla sicurezza di tutta la comunità – spiegano dalla Confsal Vigili del Fuoco –. Quegli attrezzi servono a salvare vite umane. Chi compie un gesto del genere sta letteralmente rubando il tempo e i mezzi necessari a soccorrere chi si trova in pericolo di vita».









