Chi l'ha detto che un paio di occhiali smart debba essere per forza un oggetto di moda?

È una domanda che a questo punto bisogna porsi, perché fino a questo momento la nascente industria degli smart glasses ha seguito praticamente la stessa strada: nascondere la tecnologia dentro una montatura riconoscibile, possibilmente firmata da un marchio che abbia già una propria credibilità nel mondo dell'eyewear.

Meta è stata la prima a trasformare seriamente questa strategia in un prodotto di massa affidandosi a EssilorLuxottica e soprattutto a Ray-Ban, mettendo fotocamera, microfoni, altoparlanti e intelligenza artificiale dentro silhouette diventate iconiche molto prima dell'arrivo dell'IA. Poi è arrivata Oakley per intercettare il pubblico più sportivo. E anche Samsung sta procedendo nella stessa direzione: i loro futuri occhiali con piattaforma Android XR e intelligenza artificiale Google sono stati sviluppati coinvolgendo Gentle Monster e Warby Parker, due nomi molto diversi fra loro ma entrambi fortemente legati al concetto di occhiale come accessorio estetico.

Il ragionamento è comprensibile. Se un dispositivo deve stare sul viso per ore, deve prima di tutto sembrare qualcosa che si abbia voglia di indossare. Ray-Ban porta con sé quasi un secolo di riconoscibilità; Gentle Monster ha costruito un'estetica molto precisa e immediatamente identificabile. L'occhiale, del resto, è sempre stato anche un elemento di stile e talvolta uno status symbol.