La pm scrive che gli agenti, per effettuare la perquisizione in casa del rapper, sono riusciti a "vincere le immotivate e pretestuose resistenze dell'indagato" e dell'altra persona che era con lui, entrambi "ostili, diffidenti e insofferenti". Sempre negli atti si legge che, oltre ad aver indagato un sudanese di 32 anni per resistenza a pubblico ufficiale, ossia l'uomo con "precedenti" per droga che era in macchina con il cantante, gli agenti hanno anche identificato un tunisino di 31 anni, "amico e collaboratore di Hueber". Cantante che, si legge ancora, ha precedenti per "reati contro la persona". Il sudanese, come risulta dagli atti, ha detto agli investigatori di "far parte del suo staff e di accompagnarlo costantemente" durante i concerti. Sempre negli atti, poi, oltre alla ricostruzione di quel video live sui social girato con il telefono dal trapper, viene riportato anche ciò che avrebbe detto il 26enne tentando di impedire la perquisizione, usando frasi come "dove sta il mandato? Non potete stare qui... uscite fuori".