Scusato per il ritardo, comune denominatore delle due nascenti Roma dei canestri e non dipendente dai diretti interessati, Matteo Cotelli mette la faccia e le parole per svelare i piani della Maxima. Seconda presentazione in quattro giorni, dopo quella di Alessandro Magro per BC Roma, di un allenatore per una squadra romana dei canestri. Da zero a tanto in un amen. La voce del tecnico, in due anni passato da vice di Peppe Poeta a capo allenatore a Brescia - il titolo sportivo venisse acquistato dall'avvocato Paul Matiasic e trasferito sulle sponde del Tevere - e finito così una panchina in Serie A e EuroCup nell’immenso e iconico PalaEur – arriva da Campobasso, sede da tre giorni del ritiro della Maxima. «Sono i primi momenti di questa nuova avventura. Il club sta lavorando a 360 gradi per farsi trovare pronto per l'inizio della stagione; la squadra non è ancora completa e a breve arriveranno gli ultimi tre giocatori. Ma c’è tanto entusiasmo e tanta energia positiva. Stiamo costruendo qualcosa da zero. Vogliamo avere come parola chiave "consistenza": una squadra che sia solida e che coinvolga. La sfida vera sarà riuscire a coinvolgere la città e i tifosi, esprimendo un basket gradevole e in cui non si molla mai». Cotelli, quali sono le vere sfide che affronterà la Maxima Roma? «Le sfide sono tutte Come dare in breve tempo una struttura articolata a una squadra che avrà un doppio impegno tra Italia ed Europa. Per me sarà anche una sfida logistica: sto imparando a conoscere Roma e ci sono tanti piccoli ostacoli da superare. Ma il club sta producendo uno sforzo titanico per dare una struttura completa. Dal punto di vista sportivo, con la conferma dello staff di collaboratori che avevo a Brescia, siamo collaudati e pronti. Vogliamo coinvolgere il pubblico romano». La Maxima, però, non è la sola a volerlo fare... «Voglio dirlo chiaramente: c'è grande rispetto per la Virtus Roma in Serie B Nazionale e per BC Roma, che giocherà come noi in Serie A e EuroCup. Sappiamo che è una sfida difficile e che richiede molta pazienza. Sono venuto spesso a Roma per giocare e so che c'è una grande passione in città. Dobbiamo essere bravi come squadra, giocatori, allenatori e club a intercettare questa passione». Nella squadra che state allestendo, vede le caratteristiche per far breccia nel pubblico romano? «Una squadra che mi piace moltissimo. La caratteristica principale è la versatilità: abbiamo giocatori che possono coprire più ruoli. L'obiettivo è di giocare un basket dinamico. Difensivamente vogliamo essere solidi e abbiamo elementi che possono diventare difensori d'élite, oltre a tiratori affidabili e di alto livello. Moon e Holiday possono creare tanto dal palleggio, mentre Brown e Bilan sono i veterani del gruppo, i giocatori di esperienza che indicheranno la via. E poi abbiamo tanti specialisti: ogni partita potremo affidarci a elementi di alto livello come Ryan, tiratore spaziale, ma anche Alibegovic, Lemar e Wheatle, che garantiscono una solidità importante a livello di EuroCup. Sono molto soddisfatto del roster». Se la sente di dichiarare un obiettivo minimo? «Obiettivi minimi come club non ne abbiamo. In questo mese e mezzo vogliamo mettere insieme un'identità definita. Partiamo con umiltà: chi mi ha seguito a Brescia lo sa, per noi non ha senso parlare di obiettivi a lungo termine, ma di affrontarli partita per partita. È ovvio che a tutti piacerebbe vincere tutte le gare e arrivare a grandi risultati già dal primo anno, anzi, in questo "anno zero". Ma ogni giorno c'è una piccola sfida da vincere». Cotelli, personalmente, che estate è stata per lei? Non succede tutti i giorni di passare da Brescia a Roma... «Un'estate molto lunga, nella quale è anche nata mia figlia. Fino a giugno pensavo di restare a Brescia: avevo firmato un rinnovo triennale e stavamo costruendo la squadra per la nuova stagione. Poi è successo quello che sappiamo. A un certo punto non eravamo sicuri di essere coinvolti nel progetto, e per me è stato anche difficile metabolizzare quello che stava accadendo a Brescia, il club in cui ho lavorato per 15 anni. Com'è giusto che sia, però, e com'è nella mia natura, ho guardato avanti: sono un professionista, un appassionato di basket, e quando mi ha chiamato Matiasic sono stato onorato di essere scelto per un progetto così affascinante. La sua chiamata è stata una gioia, perché mi ha dato un nuovo obiettivo da inseguire». Cosa risponde a chi vede il progetto della Maxima finalizzato solo al posto in NBA Europe? «Credo che la nostra sfida, e lo dico sempre, sia quella di diventare un progetto credibile e duraturo. Partecipando alla Serie A e all'EuroCup, due competizioni importanti, possiamo gettare le basi per un percorso naturale e fisiologico. Poi non sappiamo chi farà NBA Europe, EuroCup o EuroLeague, non sappiamo cosa accadrà in futuro, ma non ci interessa in questo momento. Vogliamo solo dimostrare che il progetto è solido e duraturo nel tempo». Tra le sfide della Maxima e di Matteo Cotelli c’è anche il riempimento dell’immenso PalaEur... «Una sfida difficile e complessa, ma che vale la pena affrontare. Un impianto eccezionale, splendido, iconico, che rappresenta una sfida per tutto il club, una di quelle che chi vive di passione e coinvolgimento non poteva non accettare». A un tifoso romano neutrale, cosa direbbe per invogliarlo a seguire la Maxima? «Non ne faccio una questione di derby, ma di quello che vogliamo essere noi. Noi vogliamo proporre un basket duro, senza mai arretrare. Ai giocatori chiedo di non mollare mai. Ecco, la mia promessa, anche all’unico tifoso che avremo dall’inizio, è che la Maxima sarà una squadra che non mollerà mai».
Basket, Cotelli presenta la Maxima Roma: “Partiamo da zero, ma non molleremo mai”
Parla il bresciano coach Matteo Cotelli, alla vigilia della nuova avventura tra Serie A ed EuroCup al PalaEur: “Vogliamo far innamorare la città con la forza d…











