Dietro il provvedimento lampo del governo c'è il nodo drammatico delle coperture finanziarie. L'extra-Iva non basta più: per evitare la stangata sui carburanti servirà un decreto legge
Una proroga di sole 48 ore. Non si tratta di un errore burocratico, ma dell’effetto diretto di una caccia alle risorse sempre più complessa nei conti dello Stato. Il decreto interministeriale firmato dai ministri Giancarlo Giorgetti (Economia) e Gilberto Pichetto Fratin (Sicurezza Energetica) prolunga il taglio delle accise sul gasolio di 14 centesimi al litro (17 centesimi alla pompa considerando l’effetto Iva) esclusivamente per il 25 e il 26 agosto. Una pezza provvisoria per evitare l’aumento immediato alla scadenza del decreto del 4 agosto, ma del tutto insufficiente a coprire l’imminente controesodo da bollino rosso.
La trappola dell’«accisa mobile» e le risorse contate
Il motivo di una finestra temporale così ristretta si spiega con una ragione molto semplice: per finanziare questi due giorni di sconto, il governo ha potuto fare ricorso unicamente al meccanismo della cosiddetta «accisa mobile» (previsto dalla legge 244 del 2007). Attraverso questo strumento sono stati mobilitati 20,8 milioni di euro, ricavati da una quota dell’extragettito Iva incassato a luglio grazie all’impennata dei prezzi alla pompa. Il problema è che il tesoretto si è esaurito quasi all’istante: con 20 milioni si coprono appena 48 ore di erogazioni, dopodiché le risorse terminano.











