di
Francesco Sessa
L'ex campione Nba che lotta contro le transgender nel basket femminile aveva indossato una maglietta con la scritta «Donna, essere umano adulto di sesso femminile» cosa che ha provocato l'ira di Natasha Cloud, una delle giocatrici in campo
Enes Kanter non ha paura di dire la sua. Da sempre. Nato in Turchia, nel 2017 è diventato apolide a causa delle dure critiche al presidente Erdogan e nel novembre 2021 ha giurato come cittadino statunitense, prendendo il nome di Enes Kanter Freedom. Libero, di dire e di fare. L’ultimo esempio nella scorsa notte, quando ha espresso il suo parere contrario alla possibilità per le atlete transgender di giocare in Wnba, la massima serie di basket femminile americano: dopo un’accesa di discussione con una giocatrice, è stato però cacciato dal palazzetto.
L’ex centro della Nba – 34 anni, ha giocato a Utah, Oklahoma City, New York, Portland e Boston – si è presentato alla sfida tra Chicago Sky e Indiana Fever con addosso una maglietta che recita: «WOMAN noun: adult human female». Tradotto: è la definizione della parola «donna» presa dal vocabolario. Il messaggio di Kanter Freedom è dunque chiaro: è considerabile «donna» (nella parola Wnba c’è proprio «Woman») solo chi è nata femmina. Un’opposizione chiara alla possibile presenza di atlete transgender nel basket femminile, tema caldo di dibattito negli Stati Uniti dopo l’uscita della cestista Sophie Cunningham che aveva espresso la volontà di proteggere lo sport e i tornei femminili dall’inclusione di atleti maschi biologici.












