Lunedì la Commissione europea ha approvato un pacchetto di aiuti militari all’Ucraina da 6,1 miliardi di euro, che comprenderà sistemi di difesa aerea e missilistica, missili, munizioni e radar. L’annuncio è arrivato in un giorno simbolico: l’Ucraina celebra infatti il trentacinquesimo anniversario dell’indipendenza dall’Unione Sovietica e diversi politici europei sono nella capitale ucraina Kyiv per partecipare ai festeggiamenti. È anche previsto che i leader di diversi paesi occidentali che sostengono l’Ucraina partecipino a un incontro (alcuni anche da remoto) del cosiddetto “gruppo dei volenterosi” per discutere di come continuare ad aiutare il paese.

Il finanziamento per questo pacchetto di aiuti militari è parte del prestito di 90 miliardi di euro approvato lo scorso aprile, dopo essere rimasto in sospeso diversi mesi a causa dell’opposizione dell’Ungheria, dal Consiglio dell’Unione Europea, l’assemblea dei ministri dei paesi membri competenti su una determinata materia. In particolare dei 90 miliardi di euro: 30 miliardi sono destinati al sostegno delle spese ordinarie dello stato ucraino mentre 60 miliardi al sostegno militare, in questi sono inclusi i 6,1 miliardi approvati lunedì dalla Commissione. Anche se formalmente è un prestito, i fondi sono garantiti dal bilancio comunitario europeo, non hanno interessi e l’Ucraina è tenuta a restituirli solo se la Russia in futuro le pagherà delle riparazioni di guerra (quindi probabilmente mai).