Leon Sipos, attaccante di 26 anni: la Reggiana si aspetta molto da luiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUn bel respiro e poi giù, nell’abisso chiamato Serie C. Sperando che l’immersione duri il meno possibile e che l’ossigeno sia sufficiente per tornare a galla già a primavera.
Dopo 1259 giorni dalla festa promozione con l’Imolese (23 aprile 2023) i granata si calano nuovamente in una categoria che gli va stretta, ma in cui purtroppo si sono infilati con le loro stesse mani. Da gennaio a maggio la sequela di errori inanellata da dirigenti e calciatori è stata troppo lunga.
Il viaggio in Serie B è stato comunque entusiasmante e preziosissimo, perché ha dato a tutti la consapevolezza di come quello sia il contesto perfetto per una piazza come la nostra. Forse niente di più - perché la Serie A richiede sforzi economici al momento esagerati - ma certamente niente di meno fino a quando Romano Amadei sarà il punto di riferimento.
Stasera con il Ravenna inizierà un viaggio lungo, fatto di (almeno) 38 partite e che vedrà la Reggiana sgomitare per un posto in paradiso. Sarebbe imprudente illudersi di poter vincere il campionato come fosse un ‘diritto acquisito’, ma allo stesso tempo non deve mancare la certezza che tra otto giorni - quando il mercato sarà finito – l’organico a disposizione di Attilio Tesser sarà comunque uno dei primi 3-4 del girone. E come tale, dunque, dovrà performare. Com’era già successo negli anni della gestione di Aimo Diana, il ‘Città del Tricolore’ potrebbe diventare un fortino praticamente inespugnabile. E qui dovranno essere bravi anche i tifosi nel trasformare la comprensibile diffidenza iniziale in un’ondata di energia positiva per un gruppo che – in gran parte rinnovato – ha più bisogno di una pacca sulla spalla che di un pizzicotto.







