Domenica sera in un’intervista al telegiornale di TF1 il politico di centrosinistra francese Raphaël Glucksmann ha detto che intende candidarsi alle prossime elezioni presidenziali, il cui primo turno è previsto per il 18 aprile. «Sì, sono candidato alle elezioni presidenziali», ha detto, sostenendo che le elezioni siano «la scelta più importante delle nostre vite di cittadini», perché si tratterà di decidere «se regalare il paese a Marine Le Pen e all’estrema destra, ai valletti di Trump e di Putin, o se permettere alla Francia di ricominciare la ricerca di giustizia che ha modellato la sua storia». Le Pen è la leader e la candidata del partito di estrema destra Rassemblement National.
Dal 2019 Glucksmann è un eurodeputato ed è uno dei politici più popolari del centrosinistra in Francia. Guida un proprio movimento, Place Publique, e nel 2024 è stato rieletto al Parlamento Europeo grazie a una coalizione tra Place Publique e il principale partito di centrosinistra, il Partito Socialista.
È un’alleanza che Glucksmann vorrebbe riproporre anche alle presidenziali. Per questo intende partecipare (pur senza essere iscritto al partito) alle primarie che il Partito Socialista terrà per scegliere ufficialmente il proprio candidato, che sono in programma a ottobre. Non è quindi ancora formalmente candidato alle presidenziali: nell’intervista ha detto che se dovesse perdere le primarie sosterrà la persona che le vincerà, lasciando intendere che in quel caso rinuncerà alla propria candidatura. Al momento ci sono ancora pochi candidati, tra i quali Ségolène Royal, un’ex ministra che nel 2007 fu la candidata dei Socialisti alle elezioni presidenziali e perse contro Nicolas Sarkozy. È praticamente certo che parteciperà anche il leader del partito, Olivier Faure, che però non l’ha ancora annunciato ufficialmente.










