C'è chi ha seguito le orme del padre e chi del nonno. Ma anche chi ha iniziato per gioco alcuni anni fa. Davanti a tutti, ieri sera, due ore di spettacolo: un gioco di forza, equilibrio, abilità e tante emozioni. Perché da queste parti sfidarsi in acqua è un momento atteso tutto l’anno. Nella laguna di Santa Giusta, è andata in scena la Regata de is Fassonis, la numero 45, organizzata dall'associazione Is Fassoneris, Comune e Pro Loco. Anche questa volta i regatanti non hanno deluso il loro pubblico: per loro, nonostante il sole caldissimo, sono arrivati tanti santagiustesi fedeli alla tradizione ma anche numerosi turisti. I più applauditi? I piccoli del paese, il futuro della tradizione.

La manifestazione

Nella laguna è andato in scena uno spaccato di quello che succedeva tanti anni fa, quando i pescatori del paese trascorrevano ore e ore sopra quelle imbarcazioni di giunco. Un modo per non dimenticare le proprie origini ma anche per raccontare ai turisti in vacanza nell’Oristanese le tradizioni del posto. Lo spettacolo è iniziato alle 17,30. Non più la mattina come un tempo, un modo messo in atto dagli organizzatori per attirare più turisti: così è stato.

La gara

Prima la gara a remi. I regatanti, in tutto 14, orgogliosi del loro ruolo e vestiti con il tradizionale completo bianco in lino, hanno percorso circa 600 metri. La conquista del podio questa volta è stata una questione di famiglia. Il più veloce è stato Davide Pili. Per lui una grande festa e tante foto ricordo. Secondo posto per Matteo Pili, cugino di Davide e terzo posto per Marco Pili, padre di Davide. Un quadro tutto da incorniciare. Poi, ecco la gara: sempre a remi, ma dei ragazzi. Questo l’ordine di arrivo: Angelo Pani, Chiara Pili, Silvia Statzu, Riccardo Pisoni, Gabriele Ardu e Gabriele Cadoni. Sono il futuro della regata. E ancora ecco la sfida a cantoi, più spettacolare: i regatanti hanno percorso le sponde della laguna affondando un lungo bastone formato da tre canne fasciate. Il più veloce è stato Marco Pili, secondo Antonio Putzu e terzo Matteo Pili.