Gli applausi che, spontaneamente, nella bellissima serata di apertura dei Giochi del Mediterraneo 2026 contemporanea all’inaugurazione del rinnovato ‘Erasmo Iacovone’, hanno salutato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sono stati un momento di particolare intensità. Il Presidente Mattarella, al suo secondo mandato settennale, è in carica dal febbraio 2015. Ottantacinquenne, può ritenersi l’ultimo quei ‘Grandi Democristiani’ che hanno caratterizzato la storia politica nazionale. Palermitano di nascita, trapanese di famiglia, è il sesto Presidente della Repubblica del Sud, su dodici che si sono avvicendati dal 1948 ad oggi.
Quel Sud che il Presidente Mattarella avrà riconosciuto l’altra sera, a Taranto, dove l’afa opprimente si univa al calore dei presenti. E i tarantini hanno dimostrato di amarlo perché non hanno dimenticato che anche il Presidente Mattarella ha avuto, come loro, la vita impastata con la tragedia. Sembrava una favola, all’inizio: i due fratelli Mattarella, figli del ministro dell’agricoltura, che sposavano le due sorelle Chiazzese, figlie del rettore dell’università di Palermo. Il giorno della Befana del 1980, però, la favola finisce: un delitto terribile lascia vittima Piersanti Mattarella. Per questo attentato alcuni esponenti della ‘Cupola’ mafiosa sono stati condannati in via definitiva nel 1995, ma gli esecutori materiali e i possibili intrecci con la destra eversiva e gli ambienti istituzionali deviati restano al centro di approfondimenti storici e giudiziari. L’arresto per depistaggio, nel 2025, di un ex funzionario di polizia nonché ex prefetto, ne è dimostrazione. E quella foto in cui l’attuale Presidente della Repubblica prende in braccio la salma del fratello Piersanti, appena trucidato, è rimasta e rimarrà scolpita nella memoria dolorosa di tutti gli italiani.










