ASOLO Prosegue, con la prudenza che accompagna ogni passaggio in questa fase delicata, il percorso di risveglio di Nicola Maggiotto, il 21enne aggredito a pugni la sera di mercoledì 12 agosto all'esterno del SeaSea Club di Barcellona e da allora ricoverato all'Hospital del Mar. L'aggiornamento sulle sue condizioni è arrivato dalla zia Anita Pellizzari, assessore alla Cultura di San Zenone, che mantiene un contatto costante con la sorella Loretta e il cognato Daniele, rimasti accanto al figlio in ospedale. «Continua ancora il percorso di risveglio, ma ci vorrà ancora del tempo», ha riferito Pellizzari.

Le condizioni Già nei giorni scorsi dall'ospedale erano arrivati piccoli segnali incoraggianti, pur in un quadro che aveva imposto e continua a imporre la massima cautela. I medici hanno iniziato a ridurre gradualmente la sedazione, procedendo passo dopo passo e valutando quotidianamente la risposta del giovane. I genitori hanno espresso profonda riconoscenza nei confronti dei medici e di tutto il personale dell'Hospital del Mar, che fin dalle prime ore ha seguito Nicola con grande attenzione, garantendo allo stesso tempo vicinanza, disponibilità e sostegno alla famiglia.Da alcuni giorni il 21enne è seguito anche da un fisioterapista, con l'obiettivo di preservare il tono muscolare e la mobilità delle articolazioni durante il lungo periodo di immobilità. Nel team dell'ospedale è presente inoltre un primario neurochirurgo italiano che, pur non avendo direttamente in carico Nicola, sta contribuendo a facilitare il dialogo tra i professionisti spagnoli e i genitori. Attorno a Daniele e Loretta l'Hospital del Mar ha attivato anche una rete di assistenza. Ai genitori sono stati messi a disposizione il supporto psicologico e un servizio di mediazione linguistica, mentre attraverso una fondazione è stata facilitata la ricerca di una sistemazione nelle vicinanze dell'ospedale per consentire a mamma Loretta, papà Daniele e al fratello Denis di stare vicino a Nicola. La preghiera Accanto all'assistenza sanitaria, la famiglia ha chiesto anche un sostegno spirituale. I genitori di Nicola hanno così incontrato don Gianpaolo Ghisleri, della Comunità cristiana italiana di Barcellona, che ha coinvolto i fedeli in un momento di preghiera per il giovane e per i suoi familiari. La messa si è celebrata ieri, alle 19, nella chiesa di Sant'Anna a Barcellona, dove la comunità cattolica italiana si è riunita in preghiera per Nicola, accompagnando con la propria vicinanza questi giorni di attesa e apprensione.Le indagini Nel frattempo proseguono anche le indagini sull'aggressione. Gli investigatori hanno acquisito numerosi filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza del locale e dell'area vicina al porto e stanno raccogliendo le testimonianze delle persone che avrebbero potuto assistere a quanto accaduto la sera del 12 agosto. I frame dei filmati sono stati inviati agli amici di Nicola che quella sera erano con lui. Si tratta di Giuseppe Siben, che a sua volta era stato colpito con un pugno dopo essere intervenuto per difendere l'amico, e Alessandro Beltrame che è stato il primo a prestare soccorso ai suoi amici, in particolare a Nicola, e a chiamare i soccorsi. Sia per Giuseppe che per Alessandro i ricordi di quella sera, però, sono molto confusi e faticano a ricordare i volti dei loro aggressori. Anche la famiglia ha deciso di rafforzare la propria assistenza legale. Accanto all'avvocata italiana Monica Cornaviera è stato incaricato un professionista in grado di seguire direttamente il procedimento in Spagna e mantenere un contatto costante con gli investigatori e con l'autorità giudiziaria: l'avvocato Alessio Castellano, del Foro di Barcellona.