"L’assessore M5S alla Legalità Vittorio Ferraresi è un ottimo pugile, non per i colpi che infligge, ma per quelli che incassa". La considerazione è del responsabile regionale dell’organizzazione di Forza Italia Antonio Platis in relazione all’ufficializzazione di Maria Sergio, scelta dal sindaco Mezzetti per svolgere le funzioni di direttore generale al posto di Lorenzo Minganti. In relazione al processo Aemilia "nel 2017 Ferraresi, allora parlamentare del Movimento 5 Stelle, insieme ad altri deputati grillini, chiedeva pubblicamente le dimissioni di Maria Sergio da dirigente del Comune ’per opportunità politica’".
Per Platis, Ferraresi "a quanto pare tollera tutto pur di restare comodamente seduto nella Giunta di centrosinistra. Quello che sorprende è che nemmeno la battagliera Ascari ed i vertici del Movimento 5 Stelle abbiano nulla da dire. Modena è la dimostrazione plastica di cosa sia davvero il campo largo. Questi due partiti fino a ieri si combattevano duramente e oggi dimenticano tutto pur di governare insieme. L’unico vero collante – temo – sia il potere".
Oggi Maria Sergio – che è bene ricordarlo non è mai stata né indagata né condannata in relazione a quei fatti – viene scelta dal sindaco Mezzetti e Ferraresi rimane serenamente al proprio posto, senza sentire il bisogno di spiegare ai modenesi cosa sia cambiato. Anzi, paradossalmente, lavorerà fianco a fianco con quella che definiva ’La smemorata di Cutro’ visto che è l’unica struttura amministrativa di riferimento del suo assessorato". Platis richiama anche il precedente della partecipata aMo. "Avevamo già chiesto a Ferraresi di intervenire sul tema dei prelievi in contanti per oltre 22mila euro effettuati nel 2024 e nei primi mesi del 2025 dai conti della società partecipata dal Comune di Modena. Anche allora, dall’assessore alla Legalità arrivò un imbarazzante silenzio".






